
in riflessioni dal cielo, giorni amaranto
sabato, 29 gennaio 2005
Nel mio caso la magica bevanda è anche nota con il nome di Long Island.
Ma facciamo un passo indietro. E' stata credo una delle poche giornate in cui sono stata felice... Ho parlato con mio padre senza litgare, mia madre non era in preda all'isteria da cntrattempo e io sono uscita alla volta del Transilvania Live. Prima siamo passati a casa di una amica e abbiamo parlato un po'. La ammiro molto perchè nonostantele insicurezze insite nell'essere umano va avanti forte delle sue convinzioni. Essendo una amica del mio ragazzo non ero molto onvinta inve di quello he lei pensasse di me. Insomma, siamo andati al TransLive dove ho scoperto che l'11 c'è un concerto dei Diary of Dreams. purtroppo hanno eliminato la serata dark del venerdì infilando una serata "metal hard rock"che anche se piacevole è ben poco ballabile. Ero piuttosto annoiata ed è così che ho scelto una bevanda forte. A stomaco semivuoto. Geniale.
Dopo il long Island hanno cominciato a mettere davvero buona musica (Blind Guardian e Nightwish above all). E io e questa ragazza abbiamo cominciato a parlare. E lei ha capito davvero molte cse di me. Io le ho spiegato me stessa. Lei mi ha spiegato meglio sè stessa. La ammiro ancora di più. Non riporto la conversazione perchè è stata provata e personale e bellissima sullo sfondo di note magnifiche noi due eravamo vicine a parlottare di cose importanti. Non ero tanto ubriaca da stare male ma di certo avevo subito un bello sblocco delle mie inibizioni tanto che ho addirittura ballato con una ragazza strusciandomi su "she is my sin"... naturalmente giocavo ma il mio ragazzo dopo era pieno di attenzioni per me. Ieri sera mi sono sentita protetta e amata e coccolata, e bastava parlare di cose importanti con la gioia di sapere che c'è qualcuno he ti capisce, che effettivamente vede qualcosa di te nonostante la confusione che tu stessa hai nella testa e che quindi non è tutto perduto, che ce la puoi fare a trovareun qeuilibrio tra tutte le parti contrastanti del tuo essere. Ho parlato anche con un ragazzino diciottenne amico di questa ragazza della mia visione sull'altra metà della mela, ho ascoltato Nothing Else Matters con orecchie nuove (mai testo fu più appropriato). Un ragazzo (seguace del rap, ) che non conosco la ha definita scherzando "l'Ave Maria del Metal" e nonostante tutto devo dire che il paragone è azzeccatissimo. Poi ha insegnato al mio ragazzo il saluto rap chiedendo se c'è il "saluto metallato". Miomento i grande sconforto. C'è il saluto metallaro? Credo ce ne siano a migliaia. Ah.
Tornati a casa di questa ragazza fantastica, mi sono trovata a mangiare atatine mentre disegnavo strani scarabocchi su un tovagliolo rosa e i mostri discorsi continuavano. Mi piace avere intorno a me persone tanto sagge. Mi piace perchè con loro sono a mio agio. Considerato quanto faccio fatica a stare a mio agio con qualcuno, è davvero qualcosa su cui poi rimugino per giorni. Insomma, ho preferito il tovagliolo rosa ai fogli (lei è una artista bravissima, tra parentesi) perchè (parole mie) il tovagliolo è morbido, i fogli sono duri. Insomma, tra scarabocchi e patatine mi sono sentita davvero a casa. La casa è quindi il posto dove il tuo cuore è in pace? Può darsi. in questo caso la mia casa non è mai inun luogo prestabilito.
Tornando a casa (alla mia abitazione?) mi sono infine trovata in una situazione semipirandelliana. Qualche deficiente ubriaco in tangenziale ha trovato un guard-rail che gli attraversava la strada, e si è schiantato e noi siamo rimasti bloccati in fila. Nonostante sapsi he qualcuno si era fatto male ero preoccupata perchè erano quasi le cinque del mattino e non sapevo che reazione avrebbe avuto a casa un rientro così tardivo. arrivati in testa alla cosa, in vista dell'incidente, ci rendiamo conto che tutto era stato sgombrato, e che le tre corsie erano occupate da un'unica macchina della polizia che bloccava una strada completamente libera e pulita. un omino dirgeva il traffico e parlava con il conducente della macchina della polizia. assurdo. Se la strada è pulita e la macchina sfasciata è sull'isola spartitraffico, maledizione, levatevi dalle scatole! In ogni caso, anche a mente fredda, non riesco a provare pena per una persona che prima si ubriaca e poi si schianta contro un guard rail. E' l'apoteosi della stupidità umana. Mi sento molto meschina ma è così. se la disgrazia te la vai a cercare, un po' te la meriti.
Stamattina ho messo giù alla meglio i ensieri sconnesi di ieri notte. In realtà volevo scrivere appena a casa ma non mi sembrava davvero il caso di privarmi di altri minuti preziosi di sonno. Molta della poesia se ne è andata, ma almeno sono riuscita a fisare alcune delle meravigliose sensazioni di ieri sera.
in canzoni e poesie
giovedì, 27 gennaio 2005
Autore: Lacuna Coil
Titolo: Daylight Dancer
Answer me, it can't be so hard
Cry to relieve what's in your heart
Desolation, grief and agony
Trying to move
down in this grave
Trying to believe in every faith
As another bridge to clarity
Want to stay another way
Take another chance
to find a distant sanity
and turn your pain in truth
Take another chance
to fight a different enemy
and try to free it
Dance with me,
it can't be so hard
Time to reveal
what's in your heart
Desolation
grief and agony
Walking through a life decayed
while you're repeating
your mistakes
There's another chance
to try to get away
Take another chance
to find a distant sanity
and turn your pain in truth
Take another chance
to fight a different enemy
and try to free it
Omaggio alla mia nuova colona sonora e grazie a Murasaki che mi ha detto che codici dovevo usare. amo i Lacuna Coil. Questa canzone poi... La adoro. Anche se magari non sembra, anche se dico sempre quello che penso in barba al buonismo, per me è davvero duro lasciare andare quello che c'è nel mio cuore (infatti a molti sembro pazza e o asiociale) e questa canzone sembra ritrarre certi miei stati d'animo più riservati... In realtà, semplicemente mi apro solo con le persone che lo meritano.
in wanderlust
martedì, 25 gennaio 2005
California and whereabouts, 22 luglio-13 agosto 2000
Featuring Mother, Father, MareCobalto alias Sister, Ruxand, Ruxpin, Ruxeli.
Featuring Mother, Father, MareCobalto alias Sister, Ruxand, Ruxpin, Ruxeli.
22 Luglio Sabato
Milano-Los Angeles con scalo a New York
Ore 12 ora italiana, decollo da Malpensa
Ore 19.20 arrivo a Los Angeles
Si comincia bene… Mamma ha lasciato la borsa con soldi e documenti in aereo (si pensa già a noi bloccati senza niente in aeroporto… Finita la vacanza) e a lei e papà è toccata una corsa contro il tempo per recuperarla facendo suonare un sacco di porte dove non sarebbero dovuti entrare… E nessuno dei due sa l’inglese. La loro rocambolesca avventura sarebbe carina da raccontare ma è davvero troppo lunga… Se vi interessa, la aggiungerò in seguito.
Si continua meglio… Che bello rimanere chiusi in macchina, non riuscire a partire ed inchiodare per sbaglio credendo di schiacciare la frizione! Più che una macchina sembrava un furgoncino spaziale tanto era pieno di bottoni, e Ruxpin continuava a schiacciarne a caso sul cruscotto con Father che sclerava e noi dietro che ridavamo… Alla fine è arrivato uno dei gestori del parcheggio a salvarci. Che figura…
L’hotel era bello, accanto al Mac Donalds, naturalmente, in una zona fatiscente, ma come poi scoprirò nel mio viaggio a parte Beverly Hills e Bel Air Los Angeles E’ fatiscente…
23 Luglio Domenica
Beverly Hills,Boulevard and Santa Monica
Alias Opulenza e Fatiscenza. Dopo aver scoperto tutti i segreti della nostra auto ci siamo diretti a Beverly Hills e così abbiamo sperimentato la idiota città in cui per muoversi da un quartiere all’altro ci vuole l’autostrada. Non capisco tutto questo mitizzare LA. Questa città fa schifo. B.H. è un bel quartierino pulito e ordinato con palme svettanti e omini che fanno jogging col cane. Sui prati rasati troneggiano cartelli che si potrebbero tradurre con: Se entri ti posso sparare a vista e ho ragione perché ti ho avvisato prima. Il paradiso. Siamo rimasti ore a guardare uno scoiattolo ciccione e gli americani avranno pensato che fossimo dei deficienti. Rodeo Drive, grande icona dello shopping americano, teatro di una celeberrima scena in Pretty Woman, è l’unico posto intimo e vivibile di BH. Sono due vie ben tenute con negozietti bassi e carini, l’ 80 per cento dei quali vendenti marche italiane. Molto bella davvero. Dopo BH ci siamo diretti a Santa Monica, fermandoci su Hollywood Boulevard, grosso viale che attraversa LA da un capo all’altro. Abbiamo comprato dei CD alla Virgin e mi sono resa conto che in Italia sono DAVVERO ladri. Un cd là cosa 15 dollari se va male, ma la media è 8, e un singolo 3 dollari circa. Ho comprato due dischi dei Metallica e per entrare nell’atmosfera punk del luogo i Blink 182. Poi avrei scoperto che i Blink fanno atmosfera nel deserto, e ho capito perché il punk è nato in California. In quel periodo ancora non detestavo il punk, e devo ammettere che ancora adesso alcuni dischi non mi dispiacciono perché mi ricordano la California. Abbiamo provato l’ebbrezza di attraversare quel viale (come attraversare l’autostrada, per intenderci). Da non fare. Sulla strada ci sono dei ristoranti molto kitsch come una specie di ranch con i manichini delle prostitute alle finestre e dentro la sella da rodeo, o una carrozza del treno trasformata a fast food. Dopo la sosta, santa Monica, enorme spiaggia di LA, famosa per la fatiscente passerella col luna park e per le bellezze che dovrebbero fare il bagno. La spiaggia è orrenda, peggio di Rimini nei momenti peggiori, le bellezze in realtà sono balene, la passerella è il regno dei borseggiatori. Interessanti però gli artisti di strada, giocolieri e musicisti che sanno il fatto loro. La Promenade invece è piu carina e californiana: una strada piena di negozi e di ragazzi (non belli ma almeno giovani) stravaganti. Uno aveva sulla spalla un’iguana e me la ha fatta accarezzare! Comunque sia, qualsiasi località di mare italiana è meglio di Santa Monica. Eppure devo dire che è abbastanza suggestivo come ambiente, fa molto California.
24 Luglio Lunedì
Hollywood, Universal Studios
Questa è vacanza! Naturalmente è come essere ad un grande parco di divertimento, ma vedere da vicino i set di così tanti film è bellissimo. Adoro il cinema e mi sono sentita felice a girare col trenino guardando il laghetto con lo squalo di jaws o la casetta di psycho… Tutto farcito da effettoni spaventosi come l’acqua che scende e sembra travolgerti o king kong che ti guarda… E’ incredibile come scene che in un film sembrano così reali viste da un’altra angolazione sembrino così false. Molto bella l’attrazione back to the future, una specie di realtà virtuale in cui tu sei sulla famosissima macchina e ti fanno viaggiare nel tempo… Volevamo anche andare all’attrazione di ET ma dopo tre ore di coda l’alienino, che da piccola mi faceva mortalmente paura, mi è salito davvero in odio. Mollata senza entrarci. Bella anche l’attrazione di Star Wars… Amo R2D2… Il mio mito. Naturalmente non abbiamo perso lo spettacolo degli stunt-man ambientato in una ricostruzione del set di waterworld (che peraltro ho provato a vedere ma era talmente banale che lo ho piantato a metà…) e che era davvero bello. L’ambientazione in generale del parco è moltointeressante, tipicamente americana, con anche un Hard Rock Cafè spettacolare pieno di chitarre storiche. La musica che mettono per le vie stranamente non è troppo commerciale. Insomma, Hollywood è proprio da vedere.
“Perché state dipingendo quel cavallo?”
“Perché sullo schermo sembra una mucca”
“Ma allora cosa usate per fare le mucche?”
“Leghiamo insieme dei gatti.”
I Simpson.
25 Luglio Martedì
Disneyland
Che strano, ho segnato anche dove avevamo parcheggiato: Livello 3, Mikey 9J. Essendo il parco della Disney più vecchio è anche quello con le attrazioni meno spettacolari (quindi un po’ deludenti), ma la magia Disney si sentiva eccome…Ce la siamo girata insieme io Mare e Ruxand. La parata poi è stata spettacolare, tutti i personaggi che mi sfilavano davanti agli occhi… Ero commossa… E non avevo la macchina fotografica! Da cretina la avevo lasciata a mia mamma e non ero riuscita a ritrovarla prima dell’inizio della parata… Che rabbia! Le attrazioni più belle sono state quelle delle space mountains, l’intramontabile casa degli orrori e quella di fratel coniglio e comare volpe. Nella Casa ho anche fatto una figuraccia… Ruxand urlava facendo finta di avere paura perché in effetti le cose erano davvero più ridicole che spaventose. Poi… Un cadavere sbuca all’improvviso da dietro una lapide. Me l’aspettavo ma nonostante ciò ho sobbalzato e gridato come una cretina… Mare mi prende in giro ancora adesso. L’attrazione di fratel coniglietto era una specie di canoa sull’acqua, ma la cosa che più mi è piaciuta è che in fila c’era un cartello che diceva:“Have you ever zic a da de du da day?” E noi ci chiedavamo: Che diavolo è uno zic a da de du da day? Poi, sull’attrazione, si è svelato il mistero… A un certo punto tutti gli animali del cartone animato compreso il sedere dell’orso si sono messi a cantare una canzoncina che faceva “zic a de du da, zic a de day…” Che ci è rimasta in testa due giorni. Mai riso tanto.
Have you ever zic a da de du da day? Yes, I did.
26 Luglio Mercoledì
Viaggio verso il Grand Canyon con stop a Ghost-Town Colico
Partiamo da Los Angeles ben sapendo che torneremo a farci altri due giorni alla fine della vacanza. Giorno di viaggio, con il Camper che tremava e sballottava tutti di qua e di là. Sì, perché mollata l’auto siamo tornati al mezzo di trasporto per eccellenza delle nostre vacanze. Il Camper. Adoro i camper (con la C maiuscola) e le mie vacanze migliori sono proprio quelle on the road… Per tenere comunicazione con il camper dei Rux io e Mare usavamo un walkie-talkie che non funzionava se i mezzi non erano abbastanza vicini ma in linea di massima funzionava… Ed era anche divertente. Attraversare il deserto californiano è qualcosa che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. La strada è diritta e polverosa, e si è soli a parte qualche saltuario enorme tir. Se ti fermi alle stazioni ci sono cartelli che ti avvisano di presenza di serpenti e scorpioni. Gli americani hanno l’abitudine di avvisarti per ogni ovvietà, così si sollevano da ogni responsabilità legale. Alla fine del viaggio tra cielo e terra ci siamo fermati ad una camping vicino ad una città fantasma. Elettrizzante. E per la prima volta nella mia vita l’enorme distesa che è il cielo si è riempito di stelle fino all’orizzonte, e non me lo dimenticherò mai.
27 Luglio, Giovedì
Deserto
10.40 Arizona
11.10 stop
14.30 stop fino alle 15.15 Williams
16.25 Grand Canyon
Viaggiato, viaggiato. Ancora lo splendido sterminato deserto col suo cielo turchese e i suoi cespugli secchi e bassi. Ancora la musica della compilation di Father che risuona nel camper, gli Eagles che cantano Desperado e De Andrè che racconta del Sand Creek. Ci siamo fermati a vedere il Canyon dall’alto, e fatto la spesa in camping. Il Canyon è una visione mozzafiato, soprattutto se si ha la fortuna di vederlo al tramonto, e questa è stata la nostra prima impressione.
28 Luglio, Venerdì
Grand Canyon
Sveglia alle 7.00, passeggiata nel GC, tramonto allo YAVAPAI POINT.
Giornata più che stancante, quasi sfibrante, ma soddisfacente. L’idea era di scendere a piedi nel Canyon e fare la passeggiata, ma non in due giorni come sarebbe d’uopo. La ranger ci ha raccomandato di non scendere più in basso del cartello rosso perché poi non c’era più acqua. Il sole era cocente, c’erano più di quaranta gradi e noi abbiamo fatto la discesa osservando un paesaggio che non si può descrivere senza cadere nell’ovvio e al quale nessun film e nessuna foto renderà mai giustizia. Il GC è popolato da scoiattoli grossi come marmotte che non hanno paura dei turisti, anche perché probabilmente sono stati i turisti a farli diventare grossi come marmotte. Dopo tre miglia sotto il sole cocente io, Mare e Mother ci siamo impiantate alla vista del famigerato cartello rosso. Io non ce la facevo davvero più, il caldo mi stava uccidendo, anche se mi pento di non essere arrivata dove sono giunti Father e i Rux. Come poi avrei scoperto più sotto c’era un villaggetto indiano molto carino e un ruscelletto. Siamo risalite sempre sotto il sole cocente, col caldo terribile che mi uccideva e le magliette bagnate a mo’ di turbante. Mare era anche in jeans ma scalava intrepida, io quasi morivo. Onore alla Sister. Una volta in cima abbiamo sbagliato pullman e poi abbiamo raggiunto lo Yavapai Point per vedere il tramonto. Effettivamente il parco è così grande che chi sta dentro deve prendere le navette da un punto all’altro. Il sole calava sull’antica pietra rossa, ed un’altra volta il mio cuore si riempiva di gioia. Intanto Ruxand entrava dalla finestra nel nostro camper per fare entrare Father chiuso fuori.
29 Luglio Sabato
Monument Valley
Partenza ore 9.10
Ore 11.30 fuori da Desert View
Ore 15.30 Monument Valley
Che dire della Monument? Già ore prima di entrare nella valle vera e propria si possono ammirare pinnacoli che si ergono nel deserto. Una volta giunti nel famoso luogo dalla sabbia rossa e dalle rocce scavate dal tempo abbiamo fatto un bellissimo giro turistico con due Navajo che facevano da guida. L’accento Navajo è terribile, e io riuscivo a capire quello che dicevano tramite un altoparlante e a tradurre al resto del gruppo. Mi sono sentita una grande interprete. A parte il fatto che nella Valle hanno girato innumerevoli film e video musicali bisogna sottolineare quanto è bella e la cultura che c’è dietro. Ogni roccia ha un nome: Stivale, Orso, Mano, Pollice, Trono, Cesta, sono alcuni esempi. A un certo punto un coyote si è messo a seguire la nostra jeep e l’indiano ci ha raccontato una bella storiella sul dio Coyote, dispettoso e cattivello, che ha rovinato l’arazzo della notte scrollando via tutte le stelle. Per questo gli dei hanno dovuto cambiare mondo. Se non ricordo male era così… Finito il tour abbiamo fatto shopping e Father ha comprato una maschera tipica dipinta con le figure del famoso pifferaio che era stato cacciato perché era gobbo e che poi ha fatto venire la siccità… Io invece collana e orcchino con la zampa di orso, il talismano della forza e della saggezza. In quel momento ne avevo davvero bisogno, e anche se non credo ai talismani mi piaceva come simbolo di un impegno… Infine ci siamo fermati a un campeggio che era proprio all’interno della Valle, tra le alte rocce, con quel cielo stellato che ancora sovrastava noi piccoli turisti.
30 Luglio, Domenica
Las Vegas
9.15 Partenza
15.30 sosta a Pipe Springs
20.00 Las Vegas
Altro giorno di trasferimento nel deserto con tre soste. La prima in un sito archeologico dedicato alla vita degli Anasazi, antico popolo che costruiva i suoi villaggi scavandoli nelle montagne… Abbiamo visto il villaggio in un buco nella roccia a vari metri di altezza, sembrava quasi uno di quei presepi napoletani con il paesello fatto di casettine quadrate color terracotta, e poi un parco con la ricostruzione delle loro case. Erano un popolo civilizzato e ricco, ma ad un certo punto sono spariti tutti. Una delle teorie è che siano stati rapiti in massa dagli alieni… Seconda sosta a Pipe Springs, un lago artificiale che io ho trovato orrendo (una bruttura architettonica in mezzo alla valle rossa) ma che gli americani adorano. La terza, che purtroppo non è riportata sul diario, così non ricordo il nome del posto, è stata ad un fortino (è monumento nazionale ma tecnicamente non è in California, così nemmeno la guida ne parla) rimasto come alla fine dell’ottocento. Interessante la vita dei pionieri, ma la guida ci faceva ridere nel definire “antiche” cose risalenti alla fine del 1800. Deve essersene accorto perché ogni volta che diceva “ancient”noi commentavamo ridendo come matti e lui ci guardava male. Nel complesso però devo dire che era ben tenuto e interessantissimo. Abbiamo avuto la fortuna di arrivare a Las Vegas di notte, in modo da vedere il suo intarsio di luci al neon sin da lontano. E’ incredibile come una simile città, in cui l’acqua non manca, sorga proprio in mezzo al deserto. Abbiamo trovato un bellissimo camping con piscina e così la sera io Mare e Ruxand ne abbiamo approfittato. Abbiamo anche improvvisato una scenetta da “Jaws”: Mare cantava la famosa colonna sonora, Ruxand faceva lo squalo e io morivo mangiata in un mare di bollicine. Una signora americana ha apprezzato. L’acqua era riscaldata, la notte era stellata. Perfetto.
31 Luglio, Lunedì
Las Vegas
Las Vegas Koa Camperground Boulder Hwy 4315
Cosa si va a vedere a Las Vegas? Ovvio, i Casinò. Devo dire che ho molto più apprezzato LV di LA. Ogni casinò è così palesemente finto che tutti insieme fanno una bella vista, qualcosa di interessante da visitare. Bellagio naturalmente è stato il mio preferito, e quando lo ho rivisto in Ocean’s Eleven ho apprezzato il film molto più dei miei amici… La fontana che ogni mezz’ora fa uno splendido spettacolo di spruzzi d’acqua su Con Te Partirò di Bocelli (mi commuoveva ogni volta che la sentivo, in quel contesto…) è bello sia di giorno che di notte, al buio, quando vi si aggiungono le luci colorate. Ruxpi ha vinto 163 dollari alla roulette e poi ha smesso fregando alla grande la croupier che pensava continuasse. Un altro bel casinò è New York New York, che ha una cosa che gli altri non hanno: un enorme ottovolante sulla cima, proprio di quelli enormi che vanno velocissimi. Se si fosse staccata una carrozza… Naturalmente io e Ruxand ci siamo saliti! La coda era esigua e un enorme cartello grosso tutta una parete elencava tutti i disturbi che potevano essere controindicati. Naturalmente noi ce ne siamo fregati, ma una volta seduti ci è preso il senno di poi e abbiamo cominciato con frasi del tipo “E’ stato bello conoscerti”. Naturalmente l’ottovolante è stata una esperienza elettrizzante. Sospesa sulla città a una velocità allucinante mi avvicinavo ai palazzi e poi sfrecciavo via. Il migliore della mia vita, senza dubbio. Un altro bel casinò è il classico Cesar, ma devo ammettere di averlo visto solo da fuori Gli altri li ho girati tutti. Venice invece, pur essendo ricostruita bene, sembrava una specie decorazione di glassa per torte. Bello il poliziotto con la divisa della Polizia di Stato… Ma col cappellino che non c’entrava niente. L’unica cosa negativa della giornata sono stati gli sbalzi di temperatura: fuori quaranta gradi col 90 percento di umidità e dentro il gelo polare a causa della fissa americana per i condizionatori. Per fortuna mia, niente polmonite.
1 Agosto, Martedì
Death Valley
10.00 Partenza
Sosta a LV fino alle 13
Ore 15.30 Death Valley
Stop a Beaty ore 20.00
Abbiamo passato la mattina ad aspettare i nostri che andavano a vedere i Cesar senza dircelo (che maligni, sarei andata anche io con loro nonostante il caldo e le zaffate di puzza dell’asfalto) , io Mare e Ruxand ce la siamo spassata ascoltando cd. Poi, dopo un paio d’ore di viaggio, eccoci nel posto reso celebre in Italia dal film Zabrinsky Point. Ed è proprio allo Zabrinsky che ci siamo fermati di più, ad ammirare le colline di ciottoli color argento e oro che si susseguono all’infinito sotto il cielo terso. L’orologio di Ruxand segnava 52 gradi al sole, ma grazie al cielo non c’era umidità e si stava meglio che a LV. Dopo lo Zabrinsky siamo andati in una oasi a chiedere se potevamo addentrarci ma col camper era impossibile perché il motore si sarebbe fuso, così abbiamo rinunciato, e uscendo ci siamo fermati ad un vulcano inattivo. Father e Ruxand sono scesi nel cratere per poi scoprire che era praticamente impossibile risalire perché i ciottoli di ossidiana franavano. Father è rimasto bloccato per un po’ e per un attimo abbiamo avuto paura che non riuscisse più a uscire, ma con tre passi avanti e due indietro pian piano ce l’ha fatta. Capisco perché si chiama Valle della Morte. E’ qualcosa che ti senti nelle ossa, le pietre, i ciottoli bianchi, la sabbia, il caldo, il cielo. Ci siamo fermati a Beaty, tecnicamente ancora nella valle ma molto più vivibile.
2 Agosto, Mercoledì
Verso Lo Yosemite Park
Ore 8.00 Partenza da Beaty
Ore 9.00 Scotty’s Castle
Prima di uscire completamente dalla valle abbiamo visitato un”castello” in stile antico spagnolo che sembrava uscito dal telefilm di Zorro, pieno di pinnacoli e di finestre alla messicana, dove però solo mia madre e Ruxeli hanno avuto il coraggio di entrare. Poi siamo ripartiti, alla volta dell’ameno loco chiamato Yosemite park. La pronuncia giusta, essendo un nome nativo americano, è Iosemiti. Per entrare di nuovo in California abbiamo dovuto dichiarare… Se avevamo con noi frutta. Frutta? Risposta: abbiamo appena mangiato l’ultima mela. Poi varcato il confine ci siamo accorti di essere passati con un limone clandestino. Dopo essere entrati nello Yosemite park, meta di tanti villaggi di nozze, alla disperata ricerca di un campeggio (tutti pieni) siamo finiti in uno strano camping autogestito dove per occupare la piazzola tiravi una riga col pennarello sul posto corrispondente in una mappa e per pagare infilavi i soldi in una cassetta chiusa a chiave. Una volta occupati due posti adiacenti ci rendiamo conto di due cose: uno. Avevamo acqua potabile nel deserto, ma nessun campeggio nel parco con le cascate più alte d’America ha l’acqua potabile. Due: C’erano delle stranissime scatole di metallo in ogni piazzola, che quando esaminate si sono rivelate: Casse per custodire il cibo, se no gli orsi della zona sentono l’odore e assalgono gli sventurati campeggiatori. Come del cartone animato dell’orso Yogi.
3 Agosto, Giovedì
Yosemite Park
Giornata dedicata al bellissimo parco naturale, pieno di distese verdeggianti e alberi maestosi, laghi e fiumi argentati… Per prima cosa, naturalmente, siamo andati a visitare le Yosemite Falls, arrampicandoci più in lato che potevamo. Ruxpi ha fatto il bagno e se avessi avuto il costume lo avrei fatto anche io. Poi, staccatici dalle cascate, abbiamo fatto una passeggiata fino alle Happy Islands, bellissime isolette piene di verde in mezzo al fiume collegate da ameni ponticelli di legno. Sembrava di essere in una qualche fiaba. Lì peraltro abbiamo visto un bellissimo cartello sul puma. Diceva più o meno così: “Il puma è un felino che vive in questa zona. Se lo vedete: A- State fermi dove siete B- Allargate la giacca per sembrare più grossi C- Se attacca, combattete”. Come se attacca combattete? Io versus Puma, indovina chi vince? Abbiamo riso come matti. Dopo le Happy Islands abbiamo raggiunto il Mirror Lake, a cui non potevano dare un nome migliore. Sembrava di vedere tutto il paesaggio capovolto sulla superficie del lago, che da lontano era esattamente del colore argenteo degli specchi. Dopo questa ultima spettacolare vista siamo tornati al campeggio degli orsi.
4 Agosto
Mariposa, Sequoie e viaggio per San Francisco
Esattamente quello che abbiamo fatto. Abbiamo fatto uno splendido giro del parco delle sequoie prima in trenino e poi a piedi. Quegli alberi sono davvero alti, maestosi, con le fronde che sfiorano le nuvole e le radici… Le radici! C’era una grossissima sequoia scoperchiata probabilmente lì da anni e anni con le radici visibili. Ci si potrebbe scavare dentro un piccolo ma comodo appartamento. Un’altra cosa molto bella del giro sono stati i tanti cerbiatti che si facevano tranquillamente fotografare (se non proprio avvicinare). Non credo di averne mai visti tanti in libertà in tutta la mia vita. A mezzogiorno siamo partiti dallo Yosemite e abbiamo viaggiato fino a tardo pomeriggio, ove abbiamo raggiunto la bella città di San Francisco. Abbiamo trovato un campeggio poco fuori, dove ci hanno spiegato come arrivarci in pullmann e che era normale che facesse così freddo. Peccato che il campeggio fosse pieno per quella notte. Così abbiamo prenotato una piazzola per il giorno successivo e ci siamo spostati al vicino parcheggio sulla spiaggia. Era estate ma sembrava di essere a Milano in tardo inverno: il posto, che oltretutto era anche vicino a un bel faro, era grigiastro a causa della nebbiolina che si solleva dall’oceano ogni momento dell’anno. Quindi, anche d’estate la temperatura difficilmente va sopra i venticinque gradi. Noi avevamo adottato il maglione d’emergenza.
5 Agosto, Sabato
San Francisco
Ci svegliamo la mattina e Father ci annuncia che verso le sei del mattino dalle macchine accanto sono usciti tantissimi ragazzi che si sono messi a fare surf. Per fortuna che dovevano ucciderci tutti... Partiamo dal parcheggio sapendo che la sera avremo una piazzola dignitosa e ci dirigiamo alla nebbiosa San Francisco. Per trovare un posteggio in città che tenesse anche camper ci siamo gettati nelle famigerate strade famose in tutto il mondo: sembra di viaggiare in verticale sui lati di un triangolo: suuu, punta, giuuuu! Speravo vivamente che Father non perdesse il comando del veicolo o saremmo finiti in mare. Trovato un parcheggio a basso costo che sembra però abitato da topi e barboni ci addentriamo nel centro della città più bella della California. Con LA non c’è confronto. Naturalmente il centro è pieno di grattacieli, molti dei quali sono banch, e noi non possiamo non salire in cima alla Transamerica Pyramid. Mentre si fa la fila per salire ci mostrano da dei monitor come sarà la vista dall’alto. In alto, oltre ai monitor, ci sono dei telescopi, ma ben poche finestre. Dopo esserci beati del panorama si va a visitare l’History Museum della Wells Fargo, la più grande compagnia bancaria e dei trasporti del West... Ove i Californiani fanno bella mostra di suggestive diligenze alla “selvaggio west” che effettivamente mi fanno subito pensare al fascino dell’ambientazione western, con i banditi che fanno l’assalto alla diligenza... Dopodichè... Chinatown! Come mancare nella “città nella città” più grande del mondo? Sembra quasi di esser catapultati in un altro mondo, con negozietti pieni di oggetti ammassati...Il Chinatown Gateway, alias l’ingresso, vale la pena di essere ammirato a lungo... Poi non bisogna fare altro che camminare nelle Chinatown alleys, e per la Grant Avenue a ammirare l’architettura e respirare l’atmosfera. Si mangia a un burger king di Chinatown ove la commessa mi chiede qualcosa come “cionion cins o cen cais?” Traduzione: Onion rings or french fries? Sa il cielo come ho fatto a capire. Poi, in bagno, un altro cartello strano da aggiungere alla collezione: in giallo su fondo nero
“Lavatevi le mani: E’ la legge”.
Non scherzo esiste davvero. Dopo di che via, in visita all’Hard Rock Cafè, tappa obbligata in tutti i miei viaggi, e poi giù fino al Fisherman’s Wharf (praticamente il porto) a sud della quale c’è la locale little italy. Dopo aver passeggiato un po’ in zona (i moli sono davvero suggestivi per passeggiare... )siamo attratti dall’acquario, o Under Water World, soprattutto a causa della mia passione per il seawatching e le creature marine. Sono convinta che in una vita passata sono stata una sirena: amo cantare e amo guardare i pesci quanto odio mangiarli. L’acquario è bellissimo, si passa in un tunnel di plexiglass circondati dai pesci e all’uscita ti fanno accarezzare le razze e gli squaletti. Uscendo ci accoglie lo spettacolo della nebbia bianca che si solleva dal mare... Davvero una bellissima scena. Poi riprendiamo il camper e torniamo al campeggio circondato dalle nebbie oceaniche nella ridente cittadina di Pacifica.
6 Agosto, Domenica.
6 Agosto, Domenica.
San Francisco.
Altra splendida giornata, si comincia ad arrivare in città col pullmann, aiutati a scendere al punto giusto da un uomo con scritto sul colletto “I love Jesus” che ha chiacchierato con noi per tutto il viaggio. Abbiamo visto molte cose questa domenica, girando tutta la città, ed essendo domenica quasi tutte erano all’aperto. Lombard Street è una strada che percorre a zig zag il fianco di una collina che era risultata troppo ripida per salirvi in macchina. Siamo saliti fino in cima a piedi ed è credetemi una gran faticaccia... Anche se è piuttosto soddisfacente. Poi siamo passati per le Pacific Heights, casette tipiche in stile inglese costruite alla fine dell’ottocento, tra le quali le più famose sono a Webster street. Dopo un’altro corroborante pranzo a base di burger king abbiamo preso il camper e siamo passati sul Golden Gate (costo 3 dollari...) e siamo passati dall’altra parte dove c’è un favoloso belvedere da cui si può godere di una splendida vista della città... E dell’isola di Alcatraz (curiosità: significa Pellicano… Io non ci avrei mai pensato).
7 Agosto, Lunedì.
Siamo andati a vedere il faro di Pacifica, da cui si godeva una bella vista sull’oceano e sui surfisti (che freddo... Chissà come diavolo facevano) poi di nuovo a SF per... Lo shopping day. Alias: divisi in gruppetti si va dove si vuole. Mi è piaciuta come giornata, anche se non avendo la guida turistica con me non ho potuto proprio vedere qualcosa in più, ma ho comprato un’altra spilletta a forma di chitarra per la mia Hard Rock cafè collection, Ruxand dei CD e Mare delle scarpe. Mother e Father nel mentre prendevano il tramino (sempre così pieno che io ho rinunciato) e fatto il Golden a piedi. Siamo tornati in metro... Per capire come si faceva il biglietto (obbligatorio alla macchinetta) ci abbiamo messo mezz’ora a causa delle tariffe a zona praticamente incomprensibili.
8 Agosto, Martedì
Ore 8.30 partenza da Pacifica.
Parco Año Nuevo
Monterey
Stop a Marina
Dopo la città ci voleva un po’ di natura... E il parco Año Nuevo è quello che ci vuole... Il parco è un territorio che comprende la costa dove si riproducono gli elefanti marini e i laghetti paludosi circostanti, abitati da uccelli di tutti i generi. Le spiagge, sono praticamente infestate da uccelli... Quando si levano in volo sembra di essere nel film di Hitchcock. Purtroppo nella mia ignoranza in fatto di ornitologia ho potuto apprezzare solo i pellicani e i gabbiani (sai che sforzo...). L’attrazione che merita di più, comunque, sono gli elefanti marini. La loro spiaggia è ricoperta dalle loro pelli (le cambiano... E fa abbastanza schifo, lo ammetto...) e si possono ammirare da vicinissimo cuccioli tenerissimi e maschi mastodontici... Abbiamo ammirato uno di quei maschi enormi col nasone a proboscide muoversi a balzelloni sulla sabbia per raggiungere il mare. Faceva due balzelloni (con la ciccia che tremolava… Dolce…) trascinandosi con le sue zampette anteriori cortissime, poi riposava dieci minuti, e così via. Ogni tanto si dava una grattatina... Che carino! Le piccole foche elefantine poi... Se fossero state bianche sarebbero assomigliate alla dolcissima Sibert...
Dopo la riserva naturale ci siamo spostati per a sud fino alla cittadina di Monterey che dà il nome alla penisola su cui si trova. Ci siamo trovati (a farlo apposta non ci saremmo riusciti di certo) in mezzo alla tipica fiera di paese americana, piena di bancarelle e omoni vestiti da cow boy... Non credevo quasi ai miei occhi. C’era anche un tizio con un chitarrone d’argento che suonava country. Vendevano pop corn a badilate e bistecche pantagrueliche. Dopo aver girato ben benino la fiera ci siamo spostati per le vie centrali seguendo... Impronte dei piedi adesive sul marciapiede, che indicavano la “camminata storica” fra le casette d’epoca. Sono così carine... alcune, per dare l’idea, sembrano quelle de “la signora del west”, solo più ordinate e senza polvere.
9 Agosto, Mercoledì
Partenza da Marina ore 9.45
17-Mile Drive
Carmel Mission
Nepenthe
Stop a Saint Simeon Point (a nord del villaggio di Saint Simeon)
Per arrivare alla Carmel Mission ci siamo giustamente fatti la via delle 17 miglia, con splendide vedute panoramiche dell’oceano. Peraltro, posso affermare per esperienza che l’oceano è bello da vedere solo dall’alto col sole, ma da toccare è gelido e da nuotarci è pieno di alghe. Ma che volete, è l’oceano... E’ normale che sia così. Comunque sia, siamo passati dal famoso Lone Cypress, un albero solitario su uno scoglio a picco sul mare, probabilmente il più fotografato della terra... A cui abbiamo fatto un sacco di foto anche noi, così se per caso prima non lo era ora lo è di certo. Alla fine della strada c’è la Carmel Mission, una delle chiese più graziose che io abbia visto, di certo la più graziosa che ho visto oltreoceano. E’ stata fondata nel 1770 da Padre Serra un Francescano famoso in zona, del quale aleggiano ancora molti ricordi. E’ una chiesa costruita con mattoni cotti al sole in stile spagnolo (alla Zorro, per intenderci) ed ha un bellissimo chiostro con il giardino fiorito con al centro una fontana che spruzza allegramente acqua. Per meditare doveva essere il massimo, l’aura di pace che lo circonda è tangibile. L’altare della chiesa è molto bello e decorato, cosa strana per una missione francescana...
Non contenti di fermarci lì siamo andati fino a Nepenthe, località famosa... Perchè le star ci vanno n vacanza. E’ molto graziosa, ma consta praticamente di un semplice belvedere sull’oceano sul quale è stato costruito un ristorante... Che è una genialità architettonica, essendo completamente circondato dagli alberi (i quali sono popolati da famiglie intere di uccelli di tutte le tonalità dell’azzurro... Mai visti così prima di quel momento) e a picco sul mare. Abbiamo mangiato patatine (in porzioni sempre più pantagrueliche) buonissime a picco sul mare... MareCobalto, ispirata, è riuscita a condire la sua porzione con lo zucchero, per rimediare ha riempito il tutto con un chilo di sale e nessuno le ha lasciato toccare il proprio canestro di patatine: ora che hai fatto sto casino quello te lo mangi tu, è stato decretato.
10 Agosto, Giovedì
Ore 8.30 Partenza da S.Simeon Point
Hearst Castle
Santa Barbara.
Nell’andare verso Hearst Castle ho segnato uno “stop foche” e me lo ricordo ancora: erano due elefanti marini che combattevano. Quando le loro enormi moli cozzavano tra loro si sentiva quasi un tuono. Vedevamo questi esseri che fanno fatica a trascinarsi dalla spiaggia al mare ergersi eretti e lanciarsi l’uno contro l’altro. Grandioso. Poi siamo ripartiti alla volta di quello che si è rivelato essere il luogo più sfarzoso (e in alcuni momenti il più kitsch)che io abbia mai visto. Questo tal signor Hearst si è infatti fatto costruire un “castello” (con i castelli nostrani non ha nulla a che fare). Il castello sorge su un colle vicino a Saint Simeon, lo si raggiunge con un trenino che attraversa i giardini pieni di animali e piante esotiche (mi pare di aver intravisto delle zebre). Per descrivere il castello mi ci vorrebbero pagine, darò solo una idea generale. Prendete tutti gli stili architettonici di ogni epoca e luogo. Ognuno aveva almeno una stanza dedicata. Il teatro (sì, c’era un teatro) è tappezzato di Damasco, lo studio gotico sembra uscito da un film di vampiri (e Hearst ci lavorava davvero) il refettorio sembra un salone da banchetti medievale, la sala delle assemblee una stanza parigina. I mobili erano tutti originali (santo cielo, ora mi rendo davvero conto di quanto quell’uomo fosse schifosamente ricco) e il tutto era abbellito da opere originali (tra cui un Canova. Che rabbia…). Una cosa però mi è piaciuta: c’erano due piscine enormi, una esterna e una interna, una ispirata allo stile architettonico dell’antica Grecia e l’altra alle terme dell’antica Roma (infatti era riscaldata). Si chiamavano Neptune Pool e Roman Pool. Quelle mi sono piaciute. Avrei dato chissà cosa per farci un bagno. Mi ricordo inoltre che in quel castello c’era una stanza dove c’erano filmini della gente famosa che andava a trovare il signor Hearst, tra cui uno di Marylin Monroe che gioca a tennis. Dopo essere andati via ci siamo spostati a Santa Barbara. Tipica cittadina turistica piena di negozi per surfisti e con una passerella sul mare invidiabile. Qui, in questo paradiso, abbiamo visto le uniche ragazze magre e gli unici ragazzi muscolosi di tutta la California. Lode lode a Santa Barbara. E qui abbiamo deciso di fermarci e fare il bagno nell’oceano. Gelato. Melmoso. Ma ragazzi, è l’oceano. Così Ruxand impavido ci precede. Si butta in acqua. Father comincia ad urlare: Ruxand! Esci! Uno squalo! Io penso: che scherzo cretino. Poi altra gente comincia a urlare. Ma c’è davvero uno squalo? Ruxand corre indietro e io seguo le dita mentre altra gente esce dall’acqua. Cavoli, c’è davvero una pinna. Poi guardo bene. Le pinne sono quattro, e non si muovono più dritte, ma a balzelloni. Mi volto verso Father. Sono quattro delfini. Così guardiamo un po’ le belle creature (che poi avrei rivisto vicinissime in Corsica seguirci da la vezzi a Bonifacio) e poi facciamo il bagno. Felici e appagati torniamo al camper…. E troviamo una multa. Una multa che andava pagata infilando i soldi nella apposita busta e imbucandoli. Abbiamo riso ore al pensiero dei postini che in Italia diventerebbero ricchi… Ma in America no, è contro la legge! Non esistono poliziotti corrotti, perché mai i postini dovrebbero esserlo? Lol… Inoltre ho il dubbio che non abbiamo pagato giusto perché la multa era solo di 6 dollari. La sera abbiamo mangiato in un buon ristorantino sul mare.
11 Agosto, Venerdì
Santa Barbara
Malibù
Los Angeles
Paghiamo il campeggio e girelliamo un po’ per Santa Barbara, dove peraltro compro una bella maglietta con scritto California e le palme per l’altra mia collezione: quella delle magliette xxl, appunto. Un tempo le mettevo anche. Ora mi chiedo come diavolo facessi. Ma la tradizione è rimasta. IL paesino è carino, con alcuni edifici in stile coloniale e una bella missione. Peccato che ci siamo fermati poco. Abbiamo fatto il nostro viaggio verso Los Angeles un po’ tristi perché sapevamo che il viaggio stava per finire ma determinati a goderci gli ultimi giorni. Così, ammirando il paesaggio, ci siamo fermati anche a Malibù a fare il bagno. I baywatcher, biondi e abbronzati, soffrono un po’ di pancetta da alcolista e maniglie dell’amore, ma confrontati con le balene in spiaggia sembrano dei fotomodelli. Di Malibù sono interessanti le case “a palafitta” costruite sull’acqua. Non vivrei lì nemmeno se me ne regalassero una. Dopo la sosta siamo tornati a LA e abbiamo ridato il camper. Prima però andava lavato. Scene patetiche di Father che cercava di levare tutti i moscerini dal parabrezza. Dopo averlo convinto che era inutile abbiamo dato il camper. Andandocene ci siamo resi conto che la cassetta fatta da nostro padre con un sacco di canzoni d’atmosfera la avevamo lasciata in camper. I prossimi vacanzieri che lo avranno, pensiamo, sentiranno buona musica. Approfitto per ringraziare gli Eagles, Ennio Morricone, De Andrè, Bob Dylan e tutti gli altri che ci hanno accompagnato. Forti della nostra macchinina siamo tornati al nostro albergo con vista Mac Donald’s. Altri due giorni a LA ci attendevano.
12 Agosto, Sabato
Los Angeles:
Downtown
El Pueblo
Ok, partiamo da Downtown. Mai proverò più l’ebbrezza di andare in metro a LA. In ogni carrozza c’era un poliziotto armato fino ai denti. Non mi faceva affatto sentire sicura. Comunque, eccosi nella sfavillante Downtown! Evviva! Wow! Grandi grattacieli (mai come new york, ragazzi) che certamente mozzano il fiato ti accompagnano nel giro del centro. Io però un po’ rimpiangevo i grattacieli di San Francisco, belli ma “umani2. Non so come spiegarlo. Comunque sia, sembravamo dei cretini tutti col naso all’insù. Dopo aver passeggiato per il centro abbastanza da farci venire il torcicollo abbiamo deciso di andare a visitare il Pueblo. E quella è stata un’ottima idea. Il quartiere messicano di LA è bellissimo. Favoloso. Colorato, umano, pieno di gente allegra. A parte i poveri sfortunati a cui toccava vestirsi da cretini per cantare canzoncine dal Speedy Gonzales la gente sembrava felice di vendere le loro merci al mercatino messicano (e spillar soldi ai turisti. Anche a me avrebbe dato una certa soddisfazione). Ci siamo fermati a mangiare in un ristorantino con portico (tutte le case erano in stile messicano, di legno coi portici fioriti) dove ho mangiato il burrito migliore della mia vita e ho bevuto la margarita migliore della mia vita. Un bravissimo duo con chitarre ci ha cantato Celito Lindo e dopo sono andata avanti tre giorni a canticchiarla. Dopo cena siamo tornati a Downtown e abbiamo visto una cosa che non scorderò mai, e che mi ha aftto capire quanto sia bella l’Italia. File e file di persone straiate sul marciapiede che dormivano sui cartoni, come… Non so, un enorme bruco di persone addormentate. I predicatori di strada parlavano dell’Apocalisse e la gente camminava normalmente. E tantissima gente dormiva sul marciapiede. Non ho mai visto tanti senzatetto Mai. Solo in due strade ho visto più senzatetto di quelli che probabilmente vivono in tutta Milano. Torniamo in metro (stranamente la gente nonostante fosse certamente povera e fosse tutta senza eccezioni facente parte delle “etnie qualcosa-americano” non aveva affatto l’aria delinquenziale che tanto si va narrando). A pensare all’opulenza di Rodeo Drive e Beverly Hills dopo aver visto quella povera gente mi viene da vomitare. Ah, ho scordato una cosa. Avevo dimenticato gli occhiali sulla navetta che dal noleggio camper ci ha portato in albergo e ho passato la serata al telefono (e capivo quello che mi dicevano!) chiamando quelli del noleggio per rintracciare la navetta giusta e i miei occhiali. E ce l’ho fatta. Io giorno dopo ho riavuto i miei occhiali. Come, non lo so ancora.
13 Agosto, Domenica
Los Angeles:
Hollywood Boulevard: The Walk of Fame e Chinese Theatre
Bel Air
Santa Monica
Stavolta in auto. Nessuno aveva più voglia di prendere la metro e per un giorno abbiamo affittato una macchina da otto. Così eccoci ancora in giro per le highways (che hanno una corsia preferenziale per quelli che vanno in auto in più di due… Comoda per schivare il traffico). Oggi tocca alla Walk Of Fame. Pensavo fosse scintillante e pulita, invece è sporca e abbastanza degradata. Inoltre la gente che ci cammina ha il solito orrendo gusto per vestire americano che rovina ancora di più l’atmosfera… Mi chiedo come facciano ad andare in giro conciati così. Persino io con le mie stramberie sono meno sciatta. Eppure che io sappia al Chinese Theatre le prime le fanno ancora… Comunque sia la strada è lastricata di lastre con in mezzo una stella con dentro un nome e il simbolo di cosa faceva (una tv, una piccola pellicola, una radio eccetera) ci siamo divertiti a fare le scenette quando vedevamo nomi di gente che conoscevamo (c’è anche una stellina dedicata ai Simpson… Evviva!). Siamo entrati in tanti negozietti pieni di gadgets sugli attori, poi siamo entrati al Chinese Theatre a vedere le impronte della gente. Bella quella di Robin Williams (ha scritto Carpe Diem nel cemento) e quella di Star Wars con i piedini di R2D2… Dopo il walk of fame ci siamo spostati a Bel Air dove siamo saliti in cima alla collina per vedere dall’alto le ville (se no si vedono solo i cancelli e i cartelli “se vi avvicinate vi spariamo”). A pensare che giusto qualche chilometro indietro si vedevano i senzatetto rovistare nei cestini ho avuto ancora quella spiacevole sensazione di nausea. After la piccola trip a bel Air siamo andti nella parte più “in” di Santa Monica. Sembrava sempre Rimini ma almeno era pulita. E la passerella vicino alla spiaggia era piena di gente che faceva jogging e le palme erano sane e fiorenti. Faceva molto “Beverly Hills 90210” come spiaggia. Carina. Ma preferisco la mia Corsica, decisamente…
Ed ecco che si conclude qui la nostra avventura americana. Alle cinque del mattino del giorno dopo partiamo per l’aeroporto e diamo un ultimo saluto alla California. E’ stato bellissimo, e lo rifarei.
in
lunedì, 24 gennaio 2005
Quali colombe, disio chiamate,
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere dal voler portate;
cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettùoso grido.
O animal grazioso e benigno
Che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi preghemmo lui de la tua pace,
pio c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi pace,
noi udiremo e parleremo a vui,
mentre che ‘l vento,come fa,ci tace.
Siede la terra dove nata fui
Su la marina dove ‘l Po discende,
per aver pace co’ seguaci sui.
Amor,ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta;e ‘l mondo ancor m’offende.
Amor,ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che,come vedi,ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fur porte.
Quand’io intesi quell’anime offense ,
chinai ‘l viso , e tanto il tenni basso ,
fin che ‘ l poeta mi disse: "che pense?"
Quando rispuosi, cominciai:"Oh lasso,
quanti dolci pensier ,quanto disio
menò costoro doloroso passo!"
Poi mi rivolsi a loro e parla’io,
e cominciai : "Francesca,i tuoi martiri
a lacrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi:al tempo de’dolci sospiri ,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi desiri?"
E quella a me: "Nessun maggior doloore
Che ricordarsi dal tempo felice
Ne la miseria;e ciò sa ‘l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
Del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
Di Lancialotto come amor lo strinse:
soli eravamo e senza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura,e scolorocchi il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vin se.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangeva; sì che di pietade
io venni men, così com'io morisse:
e caddi come corpo morto cade.
Non mi lancio in un commento perchè su questi pochi versi c'è tantissimo da dire e i commenti si trovano ovunque. Ho sempre amato la delicatezza di Francesca, il suo "se fosse amico il re dell'universo noi pregheremmo lui de la tua pace" che esprime un animo buono... Ho scritto una canzone su Paolo e Francesca (ma non la farò mai sentire a nessuno). La loro storia d'amore ha commosso tante persone e tra queste ci sono anche io. Ho già detto che non voglio commentare. Mi bastano le emozioni che questi versi suscitano.
in excursus, le altre me
domenica, 23 gennaio 2005
LanAwnShee ha scritto:
Questo pomeriggio ho letto i nuovi post, ma non ho risposto subito perchè io ero completamente ignorante sui giochi di ruolo (ora lo sono ancora, ma un po' di meno spero! ^^), e non avrei nemmeno saputo cosa scrivere. Tieni conto che fino a qualche ora fa ero anch'io una membra del club di ignoranti per cui Magic è un gioco di ruolo (ti prego, non cazziarmi anche tu, ci ha già pensato l'autore del sito su cui mi sono documentata a tirarmi le orecchie... T_T)... Del resto, immaginavo che avrei fatto una figura del genere se avessi parlato senza sapere nulla, per questo mi sono guardata un po' in giro per capirne di più. Ora ho capito che i Giochi di Ruolo non sono quello che credevo che fossero, ma non ho ancora molto chiaro il loro funzionamento. Visto che tu sei appassionata, chiedo a te delucidazioni! ^^
Putroppo nessun sito spiega papale papale cosa sia effettivamente un gioco di ruolo: è più facile trovare spiegazioni su cosa non lo è. Immagino sia perchè è più facile capirlo vedendolo giocare, ma io che non ne ho la possibilità sono un po' in difficoltà... da quello che ho capito (non so se è giusto) giocare a giochi di ruolo è come creare una storia a più mani, diciamo, qualcosa che sta a metà tra un'improvvisazione teatrale e la stesura di una storia... ci sono andata vicino? Immagino che poi ogni gioco abbia i suoi meccanismi, ma in generale è così? Continuando, sempre per quello che ho capito, ogni giocatore impersona un personaggio. Ma chi è che decide il personaggio, il giocatore stesso? Il gruppo? C'è poi la figura del Master (sempre se non mi ricordo male): ecco, anche qui non ho chiare alcune cose. Ho letto che il Master è un po' lo "sceneggiatore - capo" (passami i termini...^^') cioè colui che tira un po' le fila della storia. Però ho letto anche che i personaggi della storia devono agire per quello che è il loro carattere. Per cui non capisco: come si armonizzano le due cose? Cioè, il Master fino a che punto può decidere come deve andare la storia, e viceversa, fino a che punto è libero di agire il personaggio. Leggendo i due background (è giusto dire così?^^) che hai inserito, mi viene da pensare che il Master funzioni un po' da "fato"... nel senso, lui proponga delle situazioni e poi dev'essere il personaggio a muoversi, e da ciò che decide il personaggio poi il master si inventi nuove situazioni ecc...
E' così?
Nonostante abbia molta confusione in testa, mi sembra una cosa molto affascinante! Del resto a chiunque piaccia usare la fantasia - credo - un simile gioco risulterebbe perlomeno interessante!
Ultima domanda, più pratica: in alcune definizioni generali di gioco di ruolo, ho letto che per giocare bisogna essere in gruppo, ok, e avere carta e matite... ma praticamente, come le si usa? E questo "armamentario" vale per tutti i giochi, oppure per alcuni è previsto l'utilizzo di - che so - dadi o roba simile?
Scusa la marea di domande! Del resto, sei tu che mi hai messo questa curiosità addosso! ^^
E io come faccio a non rispondere? Sono contenta che qualcuno invece di pensare subito "questa è andata" si interessi. Io ador giocare, sia perchè amo recitare (fatto scuola di teatro e dizione) sia perchè è un ulteriore modo per utilizzare la mia forse troppa fantasia... Rispondo cercando di essere sintetica (so che è una battaglia persa)perchè l'argomento è vasto e davvero si fa prima a fare che a spiegare. Allora. Per giocare di ruolo prima di tutto ci vuole un gruppo. Poi si decide il Master (detto anche Narratore nei giochi come Vampiri o Changeling).
Al Narratore va il compito di "far giocare" il gruppo. Ogni giocatore farà un personaggio con le sue caratteristiche le sue capacità e le sue inclinazioni morali (gli "allineamenti" in D&D, natura e carattere in Vampire) e in base a queste il Narratore crea la storia, che praticamente è: cosa accadrà ai personaggi. A seconda del gruppo e del gioco si possono fare praticamente tutte le trame che si desiderano. Il Narratore crea anche i peronaggi Non Giocanti (o PNG. Il GdR è pieno di sigle per abbreviare...), cioè quelli che i giocatori coi loro PG (Personaggi Giocanti) incontreranno. Il Narratore deve fare la trama in modo da far agire i personaggi come vogliono (ovviamente sa come potrebbero comportarsi, ma deve tenersi pronto a qualsiasi cosa) quindi io per esempio più della trama faccio dei canovacci. Altri per esempio usano i diagramma di flusso (i personaggi incontrano tizio. Ci parlano? Si o no. Se sì avranno queste info. Se no potranno fare in questo modo...) cercando di comprendere più ipotesi possibili. Altri scrivono la storia e cercano di farla seguire ai pg maniacalmente impedendo loro di sgarrare con malefici espedienti (Giocatore: voglio uscire dall'edificio. Narratore: La porta è bloccata) e questi sono i master peggiori che una persona potrebbe mai avere perchè non sono in grado di improvvisare. L'improvvisazione è essenziale per un narratore. Egli (O ome dice un mio amico: Il Vate) deve lasciare libertà ai giocatori di fare quello che vogliono ma trovare il modo di fare incontrare loro i PNG principali che darano loro le informazioni, o comunque di far trovare in ogni caso gli indizi per risolvere la situazione. Inoltre il narratore non può umanamente prevedere tutto... Anche solo un lancio di dado molto sfortunato (vedi dopo).
I giocatori dal canto loro creano il personaggio e lo giocano. Ogni gioco ha le sue regole per la creazione del personaggio, e le "statistiche" alias le cose che il personaggio sa fare le si mette su una scheda (an che nel GdR dal vivo, dove interpreti proprio il persnaggio invece che star seduto a un tavolo, hai la scheda con le caratteristiche.). Inoltre il giocatore decide il background (da dove viene? Perchè è così?) cosa che peraltro non tutti fanno (io la trovo una parte essenziale per sviluppare una psicologia credibile) e l'inclinazione morale del personaggio, che in teoria non dovrebbe cozzare con quella dei PG degli altri, ma non è una regola assoluta visto che comunqe hogiocato in gruppi "buoni" con malvagio infiltrato senza grossi problemi. Dall' inclinazione morale del gruppo ci si può aspettare un certo di comportamento e di storia. Il giocatore deve calarsi nella parte e a seconda di quell che succede agire. Faccio un esempio. Master: "Vedete una porta davanti a voi" Giocatore" Come è fatta"? Master "è di ferro, completamente decorata con bassorilievi." Il giocatore, a seconda del personaggio che ha, potrebbe cercare di aprirla, sfondarla, scassinarla, eccetera. Non ci sono vincitori nel gioco, anzi, per dirla bene o tutti vincono o tutti muoiono. Le avventure possono andare avanti mesi (in certi casi anni) perchè una cosa importante è che il personaggio col tempo migliora grazie ai "punti esperienza": a seconda di quello che il personaggio fa, e di come il giocatore si è calato nel persnaggio (mgari giocando in modo sfavorevole alla situazione: Tipico esempio il ladro avido che ruba nel mezzo di una delicata missione diplomatica) il narratore dà i punti esperienza. Più punti ha più il personaggio diventa forte (i punti possono essere spesi per comprare delle abilità, o servono per fare avanzare di livello il persnaggio con conseguente aumento delle abilità).
Carta matita e dadi servono per il gioco da tavolo. Il personaggio ha la scheda, e il giocarore scrive su essa le caratteristiche, se il personaggio è ferito eccetera. Si misura tutto in punti o tratto. Punti o tratti caratteristica, punti o tratti ferita e così via. I dadi servono perchè, a seconda del sistema di gioco (ogni sistema ha regole diverse), non sempre il narratore decide a priori cosa succede ai personaggi. A volte devono fare dei tiri. Solitamente il punteggio che si ha nelle abilità influenza in meglio il tiro del dado. Ovviamente se sei più bravo a fare qualcosa è più facile che tu riesca nell'intento. Esempio facile: D&D. Il ladro che si nasconde dalla guardia tira per vedere se riese. Più il ladro è bravo più può sommare al tiro del dado. Anche la guardia tira. Se fa più alto ha visto il ladro. Il master agisce di conseguenza. Lo stesso vale per i combattimenti. Insomma, anche qui è importante improvvisare. Una sfortuna atroce(oops, sei scivolato sul tappeto di foglie bagnate, cadi facendo un rumore terribile) capita anche al ladro più esperto. A volte i nemici più forti vengono fregati da tiri pessimi(assassino letale calpesta ramoscello seco. Guerriero fortissimo manca clamorosamente il colpo).
Spero di essere stata chiara, nonostante tutto sono stata abbastanza sintetica quindi se ti sembra che io abbia omesso informazioni interesanti dimmelo. Come ho già detto è più facile giocare direttamente...
CieloAmaranto, come il cielo al tramonto quando le nuvole si tingono di una intensa tinta rosso sangue ed il sole diventa enorme ed infuocato. Un cielo vivo, intenso e libero.
Un Bardo Errante, che viaggia per le Terre del Sogno e porta indietro Storie.
Un Ingegno Smisurato Per Il Mago E' Dono Grato
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"And ye shall know the truth and the truth shall make you mad."
-Aldous Huxley
(Non ho potuto resistere...)
I miei Sogni. Diventare ciò che Voglio Essere. Gli Amici Veri. Il mio Unico Amore. La Musica. Scrivere. L'Arte In Tutte Le Sue Forme. L'Antichità. I Celti. Disegnare. I Vampiri, Da Tempo Immemorabile. Giocare di Ruolo(Il Vecchio World of Darkness, Dragonlance)e Ovviamente Narrare Ovvero Masterizzare. Il Cinema. Il Medioevo. Recitare. Il Teatro. Le Leggende. Le Favole. La Mitologia. Il Gotico. L'Antropologia. Viaggiare. Praga. La Frenesia Del Vagabondo. La Fantasia.
Chi mi Giudica per Come mi Vesto. Chi Pensa che io Sia una Deviata Adoratrice del Demonio solo perchè Ascolto Metal e Gioco di Ruolo. Chi Commenta i miei Capelli. i Razzisti. gli Ipocriti. le Masse. Chi Crede a Tutto Quello che Dicono i Telegiornali. Lucignolo. Chi Giudica Senza Prima Essersi Informato. Chi Non Ammette I Propri Errori. Chi dà Consigli Scontati. le Frasi Fatte. i Falsi Amici. Le Persone Non Trovando dei Valori in cui Credono Davvero si Uniformano ai Valori che gli Vengono Inculcati Senza Pensare Se Siano Giusti. i Dogmi .
Manga. Clamp. Berserk. Horror. Rinnovata Passione Per Poe E Lovecraft. Anne Rice. Stephen King. Tragedie Greche. Antigone. Commedie Greche. Le Rane. Le Nuvole. Commedie Latine. La Casa Del Fantasma. Fantasy Di Ogni Tipo. Tolkien. La Saga Di Dragonlance. S. Luk'janenko e le sue Guardie. La Serie della Torre Nera.
La Serie dell'Inquisitore Eymerich. Neil Gaiman. Romanzi Storici. Umberto Eco. La Famiglia. Memoriale Del Convento. Favole. Andersen. Calvino. Edipo. I Cosiddetti Classici. Poesie. William Blake. Leopardi. Dante. Racconti Originali. Molto altro ancora...
Blind Guardian. Nightwish. Korn. Lacuna Coil. Slipknot. System Of A Down. Diary Of Dreams. Within Temptation. Time Machine. Cradle Of Filth. Angra. Metallica. Haggard. Rhapsody. Lacrimosa. Depeche Mode. Kent. The 69 Eyes. Theatre Of Tragedy. After Forever. Musica Celtica. Loreena McKennitt. Molto altro ancora...
Riuscire a Laurearmi. Tornare in Irlanda. Fare un Lungo Giro della Nostra Italia. Andare a Vivere Con il Mio Amore. Pubblicare il Romanzo che sto Scrivendo con Lui. Ritrovare cose Vecchie Mantenendo quelle Nuove. Essere Più Tollerante. Vedere un altro Concerto dei Blind Guardian. Terminare il Sito di La Torre Di Vetro con LanAwnShee. Non Piangere Più. Andare Sull'Isola Che Non C'è. Non Smettere Mai di Credere Nelle Fate. Non Diventare Mai Noiosa.
Il Sonno Della Ragione...
Ovvero:
La mia Isola che Non c'E'.
Il Mio Paese Delle Meraviglie,
Il Mio Regno di Oz,
I miei Reami Dimenticati,
La Mia Terra di Mezzo,
Sotto Un Cielo Amaranto.
Un Patetico Tentativo Di Sgarbugliare i Fili Della Mia Esistenza...
Un Egocentrico Omaggio Alla Mia Mente Contorta.
Bisogno di rinnovo, ritorno alle tre colonne.
Dedicato alla splendida canzone degli Haggard.
Considerato che ultimamente il mio blog è preso d'assalto da commenti inutili ho deciso di mettere tre semplici regoline.
1-Niente pubblicità o propaganda politica. L'unica pubblicità ad altri blog che voglio ce la metto da sola, idem per l'eventuale propaganda.
2-I commenti devono essere inerenti all'argomento del post.
3- I commenti devono essere scitti in italiano decente. Niente "x", "k" ed affini, non stiamo giocando ai piccoli crittografi.
Patti chiari, amicizia lunga.
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