in wanderlust
giovedì, 16 agosto 2007
Settimana Prima.
Le zone sono quelle della guida “city book Roma” che ci ha fatto da base per i nostri itinerari. Le cose non sono messe in ordine di visita perché se no scriverei un poema, già così verrà lungo.
Arrivo e Prima Esplorazione.
Siamo arrivate a Termini verso la una e abbiamo raggiunto in pochissimo l’hotel, che era solo a due fermate di metro. Dopo esserci sistemate abbiamo deciso di cominciare a dare un’occhiata nei dintorni. Così abbiamo fatto la nostra prima arrampicata verso Trinità dei Monti e Piazza di Spagna. Qui subito la prima scoperta: l’obelisco di Trinità è coperto da uno scatolone simile a quelli che mettono fuori Centrale a Milano con la pubblicità, rovinando così tutto l’effetto della scalinata con in cima la chiesa e l’obelisco. Scalinata coperta di turisti, ovviamente, così come la fontana della Barcaccia, che è tanto carina, tra le mie preferite. Ah, in questa vacanza ho scoperto un certo amore per le opere di Bernini (Dan Brown ne ha fatta almeno una buona XD), infastidendo parecchio mia sorella che invece non ci trova granchè. Abbiamo comunque sceso la famosa scalinata, ignorato finchè potevamo lo scatolone e dato un’occhiata alla Casina Rossa dove aveva vissuto Keats, da lì abbiamo fatto un giretto per via Condotti, passando per il Caffè Greco dove gravitavano Byron Keats Goethe e affini, girato intorno alla Colona dell’Immaccolata (non mi piace), il Babington’s Tea room (cariinoooo) fino a Via del Corso e alla Casa di Goethe. Poi abbiamo proseguito a piedi senza capire bene dove fossimo e ci siamo trovate di fianco la Colonna di Marco Aurelio. Mare: “Una colonna! Che colonna è? Che ci fa qui? E cos’è quell’enorme monumento lì in fondo?” Disorientate e spiazzate dall’essere vicine contemporaneamente a una colonna antica e a un monumento enorme di natura sconosciuta (solo il giorno dopo avremmo appreso che si trattava di Piazza Venezia e del monumento a Vittorio Emanuele) ci siamo infilate in viuzze in cerca di un supermercatino il cui indirizzo Mare aveva trovato ondine e che stava vicino alla fontana di Trevi e di un ristorante cinese, prima delle numerose ossessioni di mia sorella, che mi hanno accompagnato per tutta la vacanza: si metteva in testa una cosa, dovevamo farla a costo di morire. Abbiamo così visto per la prima di innumerevoli volte la famosa fontana (ci passavamo spesso). Molto impressionante, aiutata dal fatto che la piazza è piccola e valorizza le sue imponenti dimensioni. Ma, ovviamente, troppo affollata. Non solo di turisti, ma di venditori ambulanti che lanciavano odiosi sassetti magnetici che si univano a mezz’aria facendo un baccano d’inferno. In più ti correvano dietro tentando tanto che dopo un paio di giorni ho gridato dietro ad uno di loro che, oltre ad avermi seguita per un pezzo, è stato colpevole di aver tentato di infilarmi delle rose nella borsa. Da lì siamo tornate indietro e Roma ancora mi sembrava una città carina, ma abbastanza normale: le vie che abbiamo girato sono vie “da shopping” non molto diverse dal centro di Milano. E il giorno dopo, abbiamo avuto la pessima idea di andare in
Esquilino e Laterano (martedì).
Non tante cose da vedere ma espanse in un’area enorme. Principalmente è stato il giorno in cui ho visto più mosaici in assoluto.
Siamo partite dall’Esquilino, che era un’area non particolarmente attraente: piena di barboni e porchetta. Ovviamente era anche piena di roba da vedere. Non vi sto a dire le cose in ordine cronologico. Santa Prassede, con i suoi bei mosaici, che è una chiesetta molto carina, interessante anche perché insieme a Prassede è raffigurata Santa Prudenziana (la sua chiesa non siamo riuscite a raggiungerla, non ho ancora capito dove fosse) che in realtà non è mai esistita… eppure ci sono le sue reliquie in giro XD. Santa Maria Maggiore, anche lei con spettacolari mosaici absidali e un soffitto a cassettoni notevole, fatto col primo oro rubato nelle Americhe, l’arco di Galieno, l’auditorium di Mecenate, che sta in un parchetto davvero degradato e pieno di barboni (bel modo per cominciare la visita di Roma…), con vicino le terme di Traiano che sono chiuse per scavi, per cui abbiamo solo sbirciato e la Domus Aurea a cui non si più accedere senza prenotazione. Camminando per quella zona abbiamo ovviamente cominciato a vedere scorci del Colosseo (dopotutto era il laghetto della Domus) ma Mare voleva vederlo con tutta l’attenzione del caso per cui eravamo lì della serie: “ignoralo, ignoralo!”. Poi abbiam raggiunto San Pietro ai Vincoli con il Mosè di Michelangelo (sospiro di sollievo) e tentato di raggiungere santa Bibiana, che però era chiusa. Via Giolitti è un’altra via schifosa, ma sta dietro alla stazione, non ci si più aspettare troppo. Da lì raggiungiamo Piazza Vittorio Emanuele, anche lei bruttina e rigetta, sporca et con un parco tenuto male. Chiusa dietro a un cancello a cui accede solo chi si cura della colonia di gatti, sta la “porta magica”, la si può vedere solo attraverso le grate, famosa per la sua storia misteriosa e per essere coperta da segni alchemici (e figuratevi se non m’interessava andarci più vicino, maledetti…). Da lì abbiamo detto: questa piazza è brutta, non fermiamoci a mangiare qui, prendiamo la metro e andiamo in Laterano. Lì stavano i papi, pensiamo. Non potrà che essere meglio di questa. Lo facciamo, uscendo a San Giovanni perché Manzoni era chiusa.
La piazza di San Giovanni è orrenda. L’ho già detto che è orrenda? Se non ci fossero le auto magari sarebbe anche bella, ma così è davvero brutta. E’ squallida e incasinata. Non dissimile a certe orrende piazze milanesi. L’unica parte carina è la porta Asinara, ma è poco valorizzata nel grigiore generale. Sono rimasta scioccata e ho dovuto farmi forza, mentre visitavo S. Giovanni in Laterano e anche lei non mi ha colpita particolarmente, nel suo insieme, sarà perché è molto grande e luminosissima, non sembrava molto di stare in chiesa. Però c’erano alcune cappelle con dei bellissimi mosaici e soprattutto era bello il chiostro, la prima cosa che mi ha fatto sorridere di gioia: carino, bucolico, appartato. Abbiamo poi girato la zona (bruttina, sempre più simile alla Milano bruttina) e visto Santi Quattro Coronati, Santo Stefano Rotondo (solo da fuori), Porta Maggiore con la tomba del fornaio e l’acquedotto di Nerone con accanto le tombe dei liberti, e lì Mare mi ha raccontato qualcosina facendomele apprezzare, visto che comunque no erano valorizzate affatto, stavano lì e basta. La chiesa che comunque m’è piaciuta di più della zona è San Clemente, che oltre ad avere un bellissimo mosaico absidale ha sotto una chiesa più antica, con affreschi dell’undicesimo secolo conservati benino, e un’abitazione privata che è stata anche un mitreo. C’era ancora l’altare di Mitra, avrei voluto avvicinarmi di più ma era dietro una grata… comunque sia, l’atmosfera antica e quasi magica che si respirava sia nella chiesa più antica che nella casa romana (enorme casa di riccone romano) era davvero speciale. Mare mi fa anche sapere che scavare lì sotto senza l’impianto elettrico deve esser stato angosciante e le do ragione, ma ringrazio tanto quei valenti archeologi che sono andati nelle profondità di quella chiesa per mostrare al mondo le sue radici.
Tornando, per passare anche da Santa Croce in Gerusalemme (dove c’è una statua di Giunone trasformata in Sant’Elena grazie a testa e braccia provvidenziali… e non è nemmeno venuta male) abbiamo visto un piccolo parco lungo le mura, e quello sì che era carino, frequentato da famiglie, verso il tramonto, con i bambini che giocavano all’aperto come facevamo ancora noi degli anni ottanta… un bel posticino nostalgico che mi ha tirato su il morale.
Mercoledì: Campidoglio
Ringrazio ufficialmente questa zona (verde scuro sulla guida) per avermi mostrato quanto è bella Roma dopo una giornata abbastanza contraddittoria. Siamo andate in pullmann fino a Piazza Venezia, cominciando a prender confidenze coi mezzi. Lì abbiamo cominciato con, appunto, l’ammirare la piazza. So che i romani non hanno apprezzato granchè il monumento a V.E. che effettivamente non c’entra molto con l’architettura generale, ma alla fine questo tortone bianco in mezzo agli edifici rossastri non sta nemmeno male. Un po’ d’orgoglio nazionale dopotutto, ci vuole. Il grande e piccolo palazzo Venezia mi sono piaciuti un sacco, amo gli edifici merlati di quel tipo. Siamo salite poi sul monumento. La statua equestre con le personificazioni delle città italiane mi è piaciuta, più che altro per le città. Roma se ne stava di sotto col milite ignoto e le altre stavano sul piedistallo della statua. Milano era tra Genova e Bologna, ho apprezzato i costumi e i simboli adatti alla città. Diciamo che di statue allegoriche ne ho viste un bel po’ e mi sono piaciute tutte ma loro sono state tra le prime ed eran tante belle signore! Da lì abbiamo visto il panorama sul centro di Roma. E grazie tante. Era bellissimo. Mare, frustrata dal fatto di non poter ignorare più di tanto fori e colosseo, mi ha concesso di guardarli, ma senza spiegare nulla perché voleva dar loro meritata attenzione e aveva ragione. Siamo passate poi vicino a un’insula romana, chissà come diavolo ha fatto a conservarsi lì senza diventare fonte di mattoni per chiese, abbiamo lasciato per il momento sola Aracoeli e siamo salite per la Cordonata, con i Dioscuri a guardarci sudare… la piazza michelangiolesca del Campidoglio è un piccolo tesoro, davvero. Da questo giorno ho cominciato ad amare alla follia le piazze di Roma. Bastava dimenticare le due viste il giorno prima. Comunque sia, senza fare un nanosecondo di coda siamo entrate nei musei capitolini. Ovviamente i turisti vanno solo al Vaticano, ma si può? Di bello oltre alle opere e al fatto che sono in due palazzi antichi con stanze spettacolari questi musei hanno che sotto è stato scavato e abbiamo potuto vedere il tempio di Giove e quello di Vedove, oltre che affacciarci vicinissime ai fori (e qui, anche, abbiamo sbirciato, fatto qualche foto e deciso che a questo punto era meglio vederli il giorno successivo). Praticamente questi scavi ti fanno passare sotto la piazza e collegano il Palazzo Nuovo a quello dei Conservatori. Avevano anche fatto una stanza particolare per far vedere tutti gli studi che han fatto sulla lupa capitolina, con la signora in persona e tutte le spiegazioni sulla sua creazione eccetera, radiografie e endoscopie comprese. Insomma, dei musei belli e molto curati, forse poco visitati rispetto a quello che valgono, davvero.
Siamo poi uscite da lì e nel cercare la rupe tarpa abbiamo trovato l’ingresso ai fori. S’è proprio deciso di andarci il giorno dopo. Abbiamo mangiato un tramezzino (era tardi ormai per pranzare, grr) per poi salire la scalinata di Aracoeli (e io ancora a rimpiangere la pianura padana) e vedere la chiesa, con tutte le sue colonne fregate ad edifici romani (tra cui la camera da letto degli imperatori, oh yeah), tra l’altro anche lei sorge su un tempio, quello a Giunone nel suo aspetto di portatrice di danaro e ricchezza. Dopo di che, stanghette, ci siamo concesse riposo e passeggiata tra i negozi. Senza comprare un tubo.
Giovedì: Fori, Palatino, Colosseo
Ovvero, il giorno della grande scottatura. Abbiamo cominciato dal foro romano. Amo le colonne scanalate, i capitelli corinzi, i templi tondi. Questo è un dato di fatto ma Roma mi ha reso proprio evidenti questi gusti. Ci abbiamo messo un po’ ad orientarci, ma poi, con la guida di Mare, è stata una gita piacevolissima. C’erano mazzi di fiori dove hanno bruciato Cesare. Cosa che mi ha un po’ commossa. La Casa delle Vestali è bellissima, con le statue e le rose che ci crescono attorno… dai fori abbiamo guadagnato l’accesso al Palatino e vedendo che il biglietto era valido anche per il Colosseo abbiamo deciso di vedere anche lui. Il Palatino è un posto spettacolare. I resti delle ville (pensare che Augusto fosse sobrio vedendo quanto era enorme casa sua era poco credibile ma Mare me l’ha assicurato, poi sono stata a Tivoli… è vero) sono circondati dal profumo della pineta. Non sembra nemmeno d’essere in città, sembra di stare al mare, o in un posto sospeso nel tempo. Amorevole, uno dei punti di Roma che più ho apprezzato. Ma credo che sia lì che il sole ha dato il colpo di grazia alla mia pelle. Scese da lì siamo andate al Vecchio Rudere passando per l’arco di Costantino, che Mare sapeva bene e mi ha spiegato proprio bene. Ah, e le colonne di plastica al tempio di Venere fanno schifo. Perché di plastica? Non potevano farle diverse, ma sempre di pietra, per far vedere che sono ricostruite’ Vabbè. Abbiamo mangiato il gelato arrampicate su un muretto con vista Colosseo, momento rilassante e divertente, non fosse che cominciavano a farmi seriamente male le braccia. Poi siamo entrate. Per fortuna avevamo già il biglietto, c’era coda. Dentro c’era anche una bella mostra su Eros e i suoi vari aspetti, con statue vasi e citazioni interessanti. Ogni volta che passavo al sole, comunque, era una sofferenza. Uscite dal Vecchio Rudere abbiamo puntato sui fori imperiali. Un pazzo però ci ha scacciate. Davvero. Mare s’è presa malissimo per un po’ ma poi ha recuperato, abbiamo guardato quello che si poteva (non si poteva entrare, si può solo in quello di Traiano la mattina ed era ormai pomeriggio inoltrato) e mi ha spiegato la colonna di Traiano. Visto come mi sono piaciuti da fuori i mercati traianei (ah, i centri commerciali) abbiamo deciso di passarci una mattina e visitarli… questo accadrà tra più di una settimana.
Poi, finalmente, dopo che il giro estenuante è finito, sono andata a comprarmi una crema idratante, diventando ufficialmente nivea-dipendente per i giorni a seguire.
Venerdì: Campo de’ Fiori
Ci siamo svegliate leggermente più tardi, per Campo de’Fiori. Cioè alle otto. Sì, m’ero dimenticata di menzionare le levatacce. Comunque sia, siam partite di buona lena e mia sorella mi fa promettere di non guardare l’area sacra se non dopo pranzo vista l’overdose archeologica del giorno precedente. Peccato che il pullman arrivasse proprio in largo Argentina… e così ancora una volta abbiamo usato il metodo “ignora le rovine! Ignorale!” Abbiamo solo dato un’occhiata al teatro Argentina dedicato alle arti di Melpomene e Tersicore e ci siamo gettate in cerca della piazza. Che è bellissima. Un’altra piazza dentro nel mio cuore. Abbiamo beccato il mercatino, che la rende ancora più bella. Nemmeno sembra possibile che ci bruciassero la gente… senonchè la statua del povero Giordano Bruno ti guarda austera proprio a ricordartelo. Sul suo piedistallo, la gente si siede a mangiar l’anguria. Qui è nata un’altra ossessione di Mare: mangiare in uno dei posti sulla piazza. Comunque sia, venerdì è stato il giorno dei palazzi: palazzo Pio Rigetti, palazzo del Monte di Pietà, palazzo Farnese, palazzo Ricci, palazzo Cenci (ci abbiamo messo un secolo a trovarlo e non era nemmeno sto granchè, ma vabbè), la casa di Lorenzo Manilio (e qui si vede come certi ricconi romani potessero avere un gusto kitsch assolutamente sviluppatissimo cercate le foto ondine se riuscite), Palazzo della Cancelleria, la piccola Farnesina (i gigli però non erano dei Farnese ma erano lo stemma di un povero prelato francese) ma soprattutto Palazzo Spada, che oltre ad essere assolutamente graziosissimo contiene anche una bella collezione d’arte antica, io poi che amo l’Egitto l’ho trovata davvero ispiratrice… c’era una stele con un genio alato babilonese che mi ha colpito tanto, come le statue di Bes. Oltre ai palazzi abbiamo visto la nostra seconda fontana, terza se includiamo quella del tritone che stava sempre sotto casa e avremo incrociato un sacco di volte, che è la tenerissima fontana delle tartarughe. Ma mica è finita qui, perché ci siamo beccate anche una sinagoga (e abbiamo girellato il ghetto, che ha anche l’onore di contenere la casa-kitsch) e qualche chiesa: Santa Maria dell’Orazione e della Morte, con la facciata decorata con teschi alati vicino ad un arco che è quello che resta di un ponte progettato da Michelangelo per collegare palazzo Farnese alla Farnesina in Granicolo, da me poi ribattezzata (visto che ci passavamo davanti in pullman) Santa Maria dei Mortaccioni… in realtà è interessante, insomma, dedicata al culto dei morti, un’usanza pagana che non muore mai, no? Inoltre è in una via davvero carina, la via Giulia, che non stava nella guida per niente. Poi abbiamo Sant’Eligio degli Orefici, Santa Maria in Campitelli e soprattutto, San Nicola in Carcere, costruito su TRE templi visitabili. Giano, Giunone nell’aspetto della prosperità e Speranza. Sono aperti solo da quattro anni quindi m’è anche andata bene e vederli, lì a far fondamenta a una chiesa anche abbastanza carina, con alcune colonne ancora incorporate nei muri tra l’altro, mi ha fatto sbocciare il pensiero delle nostre radici classiche. E parlando di cose classiche, abbiamo visto l’area sacra, appunto dopo pranzo, ed è molto interessante, molto antica e collocata in modo da essere valorizzata. E contiene una colonia di gatti, ancora accoppiata vincente antico-gatto. Anche qui Mare mi ha fatto una spiegazione che ha trasformato semplici colonne in templi. Vicino a San Nicola c’erano il teatro di Marcello, tanto grazioso, e il portico d’Ottavia, ma soprattutto… il tempio d’Apollo. Tre colonne, ma scanalate e con capitello corinzio, come piacciono a me. E con anche un pezzo di decorazione. Coincidenza che fosse il tempio ad Apollo Medicus… Ho un paio di foto con me adorante. Lo ho amato. E’ da lì che siamo poi andati all’isola Tiberina, anche questa interessante per me, visto che c’era il tempio ad Esculapio (indovinate cosa c’è sopra ora? Sì! Una chiesa!) e ancora adesso c’è un ospedale. Bello anche il ponte antico che a tuttoggi sta su e sembra quasi recente. Da lì al ghetto già citato, che al tramonto era molto suggestivo. Da lì a casa.
Sabato: Piazza della Rotonda. Serata in Piazza Navona.
Sabato è cominciato con una bella passeggiata seguendo l’itinerario della guida. La prima cosa era coperta e in ristrutturazione: il tempio d’Adriano, o la Borsa, come volete voi. Poi abbiamo visto S.Ignazio di Lodola con piazza, il Collegio romano, la carinissima fontanella del facchino, una delle statue parlanti (già ne avevamo vista una ai musei capitolini), per poi entrare in palazzo Doria Pamphili, con la sua galleria e le sue stanze spettacolari. Gran bel palazzo, altroché. Ancora è abitato e il padrone di casa spiega la galleria nell’audioguida. E’ qui che stanno appese una accanto all’altra due opere di Caravaggio in cui c’è la stessa modella praticamente nella stessa posa a fare sia Maria Maddalena che la Vergine Maria. Sono rimasta colpita. Ma come dice Mare, mica è diventato famoso per nulla, le sue opere, insieme a quelle di Bernini, sono tra quelle che ho più goduto in Roma. Abbiam poi proseguito per via della Gatta (senza vedere la gatta di pietra) per poi vedere Palazzo Altieri e la Chiesa di Gesù, il piè di marmo che crea uno scorcio molto pittoresco in una vietta e la chiesa che appena letta la guida ho voluto subito visitare: santa Maria sopra Minerva (indovinate perché). Ho trovato karmico che una chiesa del genere fosse data proprio ai domenicani, tanto agguerriti contro gli eretici e anche tanto amanti della conoscenza. Tra l’altro fuori c’era il Pulcino di Roma, ovvero l’obelisco sulla schiena di un simpaticissimo elefante di Bernini, troppo puccioso! Siamo poi passate per la Maddalena, una chiesetta barocca carina all’interno ma con l’esterno piuttosto scrostato, al Pantheon (ma chi ci fa caso al fatto che ora è una chiesa? Un turista su trenta circa) dove purtroppo non siamo arrivate in tempo per vedere il raggio colpire il centro del pavimento, i palazzi Baldassini e Borghese e Capranica, S. Lorenzo in Lucina, anche lui con le sue belle colonne romane, il palazzo di Montecitorio con il suo obelisco, proprio una bella piazza non c’è che dire, per poi ripassare per la colonna di Marco Aurelio e osservarla turisticamente parlando, leggendo le guide con Mare che mi spiegava le differenze con quella di Traiano.
EDITino La sera abbiamo mangiato in un bel ristorantino, il "black bear", dopo sser passate vicino all'Hostaria del'orso in cui si dice abbia alloggiato anche Dante, molto carina e medievale.
Abbiamo poi girato Piazza Navona, maledetti ci han coperto la fontana dei fiumi. La facciata di Sant'Agnese è davvero bellina (carino il dialogo con le statue della fontana) mentre la fontana del moro è più bella di sera che di giorno. Fortunati i brasiliani che hanno l'ambasciata a Palazzo Pamphili e se lasciano la sera l lui accese gli vedi in casa gli affreschi sui soffitti attraverso le grandi e belle finestre...
Domenica: Gianicolo e Trastevere, ancora zona Piazza Navona
Finalmente la domenica ci siamo sentite in grado di attraversare il Tevere. La visita in Granicolo è cominciata con Sant’Onofrio, davvero carina come chiesetta, in cima al colle con un bel panorama pittoresco abbellito da una fontanella semplice semplice. Siamo poi scese a vedere la villa Farnesina, per scoprire che visto che è privata non chiude il lunedì come gli altri posti, ma la domenica. Idem per l’orto botanico. Siamo così andate al Palazzo Corsini a vedere la galleria nazionale d’arte antica, che è stata abbastanza interessante, in verità, ma non esageratamente. Da lì ci siamo arrampicate fino a S.Pietro in Montorio, anche lei davvero carina, beccandola tra l’altro poco prima della chiusura, e il tempietto di Bramante, una cosetta proporzionatissima, una piccola gioia per gli occhi. Da lì ancora salita fino alla fontana Paola, che sembra quasi una piscina da uanto è grande, e col caldo che faceva ho avuto la seria intenzione di farmi due vasche. Sospetto che i carabinieri piantonati lì sian lì per quello… abbiamo proseguito passeggiando nella zona alberata per arrivare al monumento equestre a Garibaldi che guarda verso il Vaticano, uno dei miei piccoli idoli, anche lui corredato di un bel panorama. O Roma o Morte (anche il nostro slogan, visto quanto ci spossano questi tour XD)! Passando attraverso la porta settimiana siamo poi passate in Trastevere. Ma che posto carino non è! Sia io che Mare ci siamo innamorate delle viette, delle case pittoresche… delle trattorie (altra ossessione di Mare. Mangiare in Trastevere). Cominciamo quindi dando un’occhiata alla casa della povera Fornarina, per poi dare un’occhiata al ponte Sisto: Roma che vediamo oggi mi sa che per metà l’han tirata su Bernini, Borromini e Sisto quinto, unico che vendeva le sue proprietà personali per fare opere pubbliche, bravo lui. Giriamo nelle viette fino a vedere S.Maria in Trastevere, in una piazzetta bellissima, anche la chiesa è davvero carinissima con il mosaico sulla facciata con le vergini e le vedove che stanno intorno a Maria… siamo passate anche da S.Maria dei sette Dolori e da S. Maria della scala, ma delle tre la prima è certamente quella che più mi ha colpita. San Francesco a Ripa era un po’ lontano dal resto, ma conteneva l’Estasi di S.Ludovica Albertoni di Bernini e ho voluto andare a vederla. Era bella, molto bella.
EDIT: tornando abbiamo girato un pochino vicino a casa, in zona Piazza Navona: rivista la piazza, siamo entrate in S.Andrea della Valle (carino l'angelo che la sostiene con l'ala), S. Luigi dei Francesi e S. Maria dell'Anima, abbiam visto palazzo Madama, la cupola di Sant'Ivo alla Sapienza, l'oratorio dei Filippini con la sua bella torre dell'orologio e soprattutto Pasquino, statua parlante ancora utilizzata (le parti migliori sono quelle in rima). Abbiamo poi visto la bella facciata di S.Maria della Pace e atteso che aprisse il chisotro, che faceva dalle sei alle venti ma ha aperto alle sette. Quando ha aperto abbiamo appreso che l'ingresso costava 15 euro. Quindici! Dieci ridotto. Calcolate che la casa di Adriano che è quasi una città costava intero dieci. Non ci abbiamo meso piede ma in tutto il resto della vacanza siamo andate avanti a chiederci: ma CHE DIAVOLO c''era lì dentro? Gesù in persona? Abbiamo mangiato in via del Governo Vecchio, che ha delle belle case antiche compresa una ritenuta appartenere al Bramante, prima di tornarcene a casina.
E qui si conclude il riassuntone della prima settimana. Non so se riuscirò a mettere ondine anche la seconda prima di partire, per scrivere questa ci ho messo un sacco XD
Stella Caduta Da Un CieloAmaranto Alle 15:50
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in wanderlust
martedì, 14 agosto 2007
Sono tornata, a casa per qualche giorno prima di ripartire per Bretagna e Normandia (ho ancora da rifarmi per le vacanze dell’anno scorso passate con la tonsillite) ne approfitto per tirare le fila.
Comincio con il mio resoconto delle vacanze romane con le impressioni generali che la città mi ha fatto, poi metterò un piccolo diario di viaggio con tutto quello che ho visitato e le varie impressioni, senza spiegare nulla di particolare perché basta comprare una guida turistica per aver tutte le informazioni che si vogliono. Peccato che siamo uscita dalle mura aureliane solo due volte… ma torneremo!
Dunque, cominciamo
Valigie
Nuove vette di minimalismo: per 15 giorni, 1 trolley e 2 zainetti pieni perlopiù di libri. Questo a spese di generi fondamentali come la crema solare, vedrete oltre.
Albergo e Spese
Grazie alla promozione di un tour operator che ci ha fatto avere una stanza in un hotel in via Sistina, tra piazza Barberini e Trinità dei Monti a metà prezzo rispetto a tutti gli altri tour operator, e grazie a una promozione Trenitalia che ci ha fatto risparmiare sul biglietto del treno, abbiam speso poco, in due per due settimane. Da qui, sfatiamo il mito che Roma è cara. E’ MOLTO più cara Firenze, anche perché a Roma, nelle chiese, ci entri gratis, a Firenze no. E se avessimo speso sei euro per ogni ingresso in chiesa ora saremmo in mutande. Per mangiare si trovano posti carini e a poco, quindi alla fine mi ritengo soddisfatta. Signori amministratori fiorentini, siete pitocchi...
Maledetti Colli
Non credevo che mi sarei trovata a rimpiangere la pianura padana. Ma nei primi tre giorni, ho sofferto tantissimo le pendenze di Roma. Ho maledetto e stramaledetto i colli fino a quando, come a tutte le cose, mi ci sono abituata. Ma a volte, la nostalgia per le nostre città in piano tornava XD
Mezzi di Trasporto
Pensavo avremmo preso molto di più la metro, ma abbiamo subito scoperto la comodità dei pullmann. Sono tanti e la nostra zona era servitissima, per cui potevamo arrivare praticamente ovunque, per poi girare il quartiere a piedi. Quindi, nonostante tutto, ci siamo macinate praticamente tutta Roma. Comunque sia, bisogna anche dire che è facile girare in pullmann perché Roma è piena di punti di riferimento riconoscibili. Milano è altrettanto servita ma i viali alla fine si somigliano tutti e non sai mai dove scendere… però a Roma, non ci sono gli orari alle fermate. Li ho visti una volta sola. Devi metterti lì e aspettare con fede che il mezzo arrivi. Ma arrivano con frequenza quindi alla fine andava bene. Siamo anche riuscite ad arrivare fino a Villa Adriana con il pullmann senza finire dalla parte opposta (mmuu, cipcip… le budapestine capiranno).
Una cosa che invece ci ha indispettito è la faccenda delle riduzioni per gli abbonamenti. Mia sorella vorrebbe fare la specialistica a Roma, e abbiamo visto che l’abbonamento studenti vale solo per quelli residenti a Roma o per chi ha borse di studio speciali. Ma che enorme cagata è? Uno studente fuori sede, che già deve pagarsi l’affitto, in più non ha riduzioni? Sono pochi euro in realtà (altra cosa: l’abbonamento disoccupati costa meno di quello studenti. Perché gli studenti sono notoriamente ricchi, e lavorano tutti) ma per una famiglia che magari fatica ad arrivare a fine mese e vive vicino a Roma ma non è residente, pesano. Quindi, questa l’abbiamo registrata ufficialmente come grande cazzata.
Semafori Pedonali
Altra cosa che i primi due giorni fino a che non ci siamo abituate ci ha confuse è il semaforo pedonale romano. Diventa verde. Dai due ai cinque secondi dopo diventa giallo. Poi resta giallo per tipo mezzo minuto prima di diventare rosso. Ma che senso ha? Devi attraversare con la paura che diventi rosso da un secondo all’altro. Ma tenere il verde mezzo minuto e il giallo pochi secondi come la gente normale? Anche qui, dopo un paio di giorni ci siamo abituate: dopotutto anche a Milano rischi sempre d’essere stirato.
In Ristrutturazione
Quanta roba coperta. Obelischi (rovinata la facciata di Trinità dei Monti per dirne una), fontane (le fontane Farnese fregate alle terme di Caracalla... la Fontana dei Fiumi...etc), templi (foro boario, la camera di commercio) ale di museo (odio l'amministrazione del Museo delle Terme e non solo loro)... ora so cosa provano i turisti a venire fino a Milano a vedere il Duomo coperto. Io avrei ammazzato qualcuno. Ma TORNERO'!
Scottature
Cielo: “Ma devo portare la crema solare?”
Mare, in vena di minimalismo valigiario: “In città? Ma nemmeno in California ci siamo scottate in città!” E aggiungerei, nemmeno in Grecia, nemmeno in Spagna, nemmeno in qualsiasi posto soleggiato in cui siamo state, per quanto pallide fossimo, e io ero bianca come una mozzarella.
Cielo: “Hai ragione”
Morale? Il giorno in cui abbiamo fatto i fori, mi sono bruciata. Ma forte. Alla fine della giornata quasi piangevo dal dolore, sono entrata in un supermercato per comprare un doposole ma avevano solo la crema idratane e sono andata avanti con quella crema per giorni. Con quella semplice scottata sono abbronzata come dopo una settimana al mare. E odio questo colore, come odio il dolore che mi ha causato.
Sovrintendenza
Ovvero il nostro incubo. Sappiate solo che la metà delle cose che ci sono a Roma è visitabile solo su prenotazione alla Sovrintendenza ai Beni Culturali, arrivavamo, dicevamo “Si entra? No aspetta, bisogna chiamare la sovrintendenza, prenotare”… eccheppalle! Una specie di bestia mitologica visto quanto è macchinoso raggiungerla, probabilmente bisogna fare dodici fatiche o qualcosa del genere. Quando Mare sarà archeologa ci faremo spalancare i cancelli di tutti quei tesori nascosti. Ci combatterà lei con la Sovrintendenza…
Gatti e Piccioni
Ovvero la fauna romana. I piccini erano simpatici, tutti belli appollaiati sui monumenti, e ci sono tante colonie di gatti ben curati da volontari. L’anima antica del gatto ben si sposa con l’atmosfera di Roma… e vedere un gattino sonnecchiare all’ombra di un capitello era davvero molto tenero. Ho comprato un calendario dei gatti di Roma, in modo da ricordare quest’accoppiata vincente.
I Romani Sono Socievoli
Quando sei abituato sin da bambino a beccarti un’occhiataccia schifata ogni volta che chiedi informazioni, tendi a non voler mai chiedere niente, nemmeno a chi per lavoro dovrebbe dartele. Stare in un posto dove la gente, se ti sente parlare di un posto, spontaneamente ti dice dov’è, oppure avere camerieri che ti consigliano l’insalata migliore e si mettono a chiacchierare così in simpatia piuttosto che tassisti in pausa che attaccano bottone (in questo caso aera anche un po’ provolone, ma vabbè), o vecchietti che s’interessano sulla riuscita di una foto, mi è sembrato un po’ surreale, anche perché qui la regola è non dare confidenza agli estranei e personalmente mi sentivo impacciata. Però, era confortante, sapevi che se avevi un problema qualcuno che t’aiuta l’avresti trovato, invece di restare solo in mezzo alla folla palesemente ignorato da tutti.
Radici
Chi parla ancora delle nostre “radici cristiane” dovrebbe girarsi le chiese dalle quali si accede alle rovine dei templi su cui sono state costruite. I templi antichi sono le fondamenta di queste chiese. Sono le loro radici. E sono anche le nostre radici, la classicità con i suoi pregi e i suoi difetti. E se già prima ne ero convinta, ora che ho visitato Roma ne ho proprio la certezza.
Fotografie
Mai fatte così tante. Ho dovuto farmi svuotare la memoria da 128 mega e mettere tutto su cd per poterne fare altre. Del resto, Roma ne meriterebbe anche di più.
Ritorno
Quando torni da un posto bellissimo e arrivi in Stazione Centrale a Milano capisci subito che la vacanza è finita. Ok, anche i milanesi catalogano giustamente la Centrale come “posto di merda” ed è tra le zone più orrende della città, ma anche tornando verso Monza non è che sia migliorata molto la sensazione di pattume. Accidenti, com’è brutto il posto in cui vivo… spero di riabituarmici presto.
Stella Caduta Da Un CieloAmaranto Alle 14:24
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