
in scene di ordinaria follia, riflessioni dal cielo
martedì, 08 gennaio 2008
Quando ieri ho sentito la notizia non volevo crederci, tanto che ho mandato a MorfoBlu un sms della serie "cogli al volo l'occasione!".
Su 380 posti di giudice, si sono presentati 18 MILA candidati LAUREATI IN LEGGE, da cui ci si aspetta per lo meno la capacità di scrivere correttamente come uno che sia stato alle elementari. Nonostante questo, 58 posti sono rimasti liberi: I CANDIDATI NON SAPEVANO SCRIVERE IN ITALIANO CORRETTO. Si è citato il famoso "Risquotere" solo perchè era l'errore MENO IMBARAZZANTE.
Questo capita alle vecchie generazioni, alla fin fine, i candidati avevano quasi tutti più di ventisei anni, gente che a scuola ci andava ancora quando i professori correggevano i "xkè" nei temi. Ora non s'usa più, non sia mai, si censura la libertà espressiva. Quindi, le cose sono destinate a peggiorare.
Sul Corriere della Sera, in un trafiletto, si centra il bersaglio: a scuola, per non castrare le cosiddette "libertà espressive" degli alunni, i professori non correggono più i testi nè si esercitano, loro stessi, a scrivere. Tanto a che serve, quando si può nascondere la propria incapacità di fare un'analisi del periodo dietro le libertà esperssive? Di conseguenza, qualcuno consiglia un bell'esame di grammatica e ortografia a tappeto per tutti i professori, dalle elementari all'università.
Che sia questa la volta buona, che finalmente ci si accorga a che livelli allucinanti si è arrivati?
Anche se non fosse così, mi consola sapere è che le persone che tanto alzano la voce sui siti di scrittura amatoriale sul loro diritto di scrivere senza curarsi minimamente di grammatica e ortografia (e non parlo di errori che possono capiare a tutti, di cui a volte non ci s'accorge, ma di campi minati della morte grammaticale in cui volano lettere e parole a caso senza conseguenza logica, nonchè neologismi e abbreviazioni da far rivoltare i nostri letterati nella tomba) verranno bocciati al più importante esame della loro vita e magari non perchè non sapevano la materia, ma perchè non sapevano coniugare i verbi.
Giustizia.
in riflessioni dal cielo
venerdì, 25 maggio 2007
Ieri s'è concluso con un bel voto l'esame di medicina legale, il secondo degli esami "MMM" ovevro: "i MIlle Modi per Morire".
In anatomia patologica la frase che ricorreva di più era "la morte sopraggiunge per" che mi dava un certo sconforto: si parlava di malattie e di come portano alla morte, in un modo o nell'altro. Si studiavano comunque si studiavano anche i processi intermedi, quindi pensavi "va bene, se la becco qui posso ancora fare qualcosa". Però un minimo di sconforto di fondo c'era, quando ti sbattono in facia l'ineluttabilità del tuo fato un pochino ti trovi comunque a pensarci. Celeberrime le frasi del caro Robbins che sdrammatizavano un pochetto la situazione: cose del tipo "di qualche cosa si deve pur morire" o "tutto ciò che al mondo è piacevole è immorale, illegale o fa venire il cancro". Il signor Robbins ha ragione e a parte la paranoia da cancro, si può dire che il nostro corpo ha mille modi per farci morire e non c'è potere sulla terra, nemmeno quello dell'Arte, che alla fine possa eliminare questa grande paura. E allora non ci si pensa e non si parla (a parte quando fa notizia, traggedia! Ma mai parlare di chi muore in ospedale da solo) mai della nostra cara amica. Però la paura c'è e striscia e ha riflessi medico legali: i media e l'opinione pubblica ormai danno la scienza vincente e qualsiasi incidente diventa mala sanità. Insomma, anatomia patologica è stata una bella introduzione a queste mental masturbations e al pensiero di quanto in realtà i nostri corpi siano fragili e come anche la più piccola e stupida malattia possa diventare grave. Morto per "una banale polomonite"? Non c'è nulla di "banale" nella malattia. La malattia è stronza. Tutte le malattie lo sono. Svegliatevi, gente.
Visto che ieri ho anche guardato per festeggiare l'ultimo "pirati ei caraibi" (tra l'altro piuttosto macabro/allucinatorio, bello in tema col mio mood attuale, meglio del secondo a mio parere) posso anche rispondere alla sua grande domanda: "temi tu la morte?". Assolutamente. Non fatico a pensare che nella sua ciurma ci sia così tanta gente...
In medicina legale si sono anche molto dati da fare per definire la morte, visto che ora dalla morte può nascere vita con i trapianti. Non parliamo nemmeno di tutto ciò che ho studiato su eutanasia e aborto, perchè i nostri amorevoli amici medici sanno contraddirsi da soli che è un piacere. Comunque sia, lo studio della morte ha fascino ma ammetto che mi ha anche un pochettino disturbata. Ciò che ha attivato la mia mental masturbation più d'ogni altra cosa è la parte sulla lesività.
Se in anatomia patoligica potevo ancora pensare "va beh, ti ammali e muori, è naturale", la cosa più naturale che si studia lì sono i fenomeni che accadono dopo la morte al nostro corpo. Perchè mentre studiavo tutte le varie asfissie, giuro che mi mancava l'aria. Impiccamento e annegamento sopra ogni cosa, mi sentivo davvero male. In generale comunque le lesività (come ti spiaccihi precipitando, come ti investono con l'auto, come t'accoltellano, come ti sparano etc per non parlare delle ESECUZIONI odio solo il suono di questa parola) Qui non s può dire "va beh, s'è ammalato ed è morto". Nei migliori casi si parla d'incidente, ma poi c'è la crudeltà umana che ci sì'infila (le fotine dei morti accoltellati praticamente smembrati non sono state d'aiuto).
Insomma, queste morti violente mi hanno buttata ancor di più sulla paranoia, della serie "ho paura di uscire si sa mai che mi tirino sotto". Orribile. Per fortuna non siamo programmati a pensarci ma quando ci pensi diventa davvero una cosa pesante.
Perchè anche pensando che una volta morto sei finito e non si soffre più (ma pergli anni che restavano, un bel po' din rimpianti) e anche pensando che diventi un pezzo di bistecca e ch se ne frega se gli insetti e i batteri ti faranno diventare liquame, al periodo agonico non si scappa. Orribile. Non andate MAI a leggere in dettaglio come si muore d'asfissia perchè ci sono stata male giorni, è orribile.
Per questo, se la morte è certa ma l'ora è incerta, io spero d'avere una morte naturale, ad un'età dignitosa, ma soprattutto spero d'avere una morte rapida.
in riflessioni dal cielo
mercoledì, 04 aprile 2007
Ovvero, Wannabe Petronio Arbitro.
Ieri io e mia sorella ci siamo dilettate nel ricordare Petronio (non so come diavolo ci siamo finite, in argomento), una delle lezioni del mio granidoso prof di greco e latino che più mi sono rimaste impresse. Quell'uomo era un grande: l'elegantiae arbiter di Nerone (praticamente il personal shopper), uno che a corte faceva il dissoluto ma con grande ironia... Da Wikipedia:
Illustre intellettuale della cerchia degli intimi di Nerone, uomo avvezzo a ribaltare le più elementari regole della convenzione comune: passava il giorno a letto dormendo e la notte dedicandosi ai suoi affari e ai piaceri della vita.
Nonostante il suo atteggiamento, naturale o studiato, di neghittoso, chiamato ad assumere alte responsabilità politiche soprattutto in Bitinia, secondo Tacito, si rivelò energico e all'altezza dei suoi compiti. Sempre secondo lo storico romano, mentre molti erano arrivati alla notorietà grazie a un impegno frenetico, Petronio vi giunse attraverso un'ostentata indolenza. Probabilmente, proprio questa sua caratteristica lo pose al centro dell'attenzione di Nerone e della sua corte.
Ma ciò gli fu fatale. Per Tacito, infatti, Tigellino, prefetto del Pretorio, ne divenne presto invidioso. Per farlo cadere in disgrazia, egli insinuò in Nerone il sospetto che Petronio fosse implicato nella congiura pisoniana. Tigellino fece sterminare gran parte della classe intellettuale e dirigente di Roma.
Petronio, venuto al corrente della vicenda, non volle aspettare la condanna dell'imperatore e decise di darsi la morte (credibilmente a Cuma), ma senza fretta: si recise le vene, le fasciò e le aprì di nuovo, comportandosi intanto come se fosse un giorno qualsiasi. Egli mangiò, ascoltò musica e versi di poesia, discusse di filosofia, ma in maniera leggera; poi riposò, in modo tale che la morte sembrasse casuale.
A parte il fatto che è dolorosissimo morire così... avevo già detto come mi piacerebbe morire circondata dai miei amici a parlare di cazzate intellettuali, come nel film Le Invasioni Barbariche? Ecco. Quest'uomo era un mito. Di gran gusto e classe (riconosciuta da tutti) e di grande ironia. Ha anche scritto una cosa che sembra una cavolata ma non lo è, ci vuole una certa bravura per farlo (me lo dovrò rileggere, il satyricon)... Vorrei quindi avere la sua abilità di scrittore e la sua capacità di stare in mezzo ai ricchi e prenderli in giro. Con Mare si pensava di scrivere uno di quei libri tipo "I Love Shopping" con un protagonista simile a Petronio, una roba che sembri una vaccata frivola ma che porti con sè anche ironia. sai che bello farsi leggere dalle fighette prendendole per il culo!
Siamo poi passate, anche qui, non so come, a Lucrezio, a parlare di come Cicerone lo ignorasse perchè lui usava come argomento contro gli epicureui il fatto che non sapessero scrivere e invece lui era bravo (la scusa è il fatto che lui fosse un poeta e Cicero criticava solo i prosatori). Tra l'altro abbiamom incidentalmente notato che le vicende tra scritor e politici allora ed adesso sono sostanzialmente le stesse, che roba, ma evolfverci, mai?
Comunque sia, a me piacerebbe essere epicurea. Secondo me tra tutte le filosofie della storia è quella che più ha capito in cosa consista la morte, e come affrontarla nel modo migliore. In realtà hanno capito anche come affrontare la vita: abbiamo tutto il tempo, in realtà, ma la paura della morte ci fa deviare in cose stupide invece che viverla al meglio, il carpe diem contiene l'ansia di morte al suo interno e per questo non ci fa godere appieno delle giornate. Com'è vero. Riuscire ad accettare la morte per me sta diventando d'importanza fondamentale, me la ritrovo davanti sempre più spesso... quindi, cercherò seriamente di applicare i principi applicabili dell'epicureismo alla mia visione della vita, integrandoli CON la mia visione della vita. Al masssimo le persone serie diranno di me che sono una debozciata, sai che roba, come al solito dimostreranno di non aver capito un cavolo...
in riflessioni dal cielo
venerdì, 22 dicembre 2006
Uno dei temi che mi stanno molto a cuore. Ovviamente colgo la palla al balzo, perchè tra ieri e oggi se ne sono sentite di ogni, tanti paladini della giustizia sono scesi dall'Olimpo a sputar sentenze senza ovviamente voler riconoscere che una persona che nasce, prima o poi,muore.
Moriremo tutti e anche se ancora non ho fatto un post sugli MMM vi assicuro che di modi per fregarci la Natura ne ha inventati tanti. E' brutto sentirselo ricordare, io poi sono tanatofobica, ma è così, moriremo tutti e chi vuole difendere la vita a ogni costo a volte sembra che non si ricordi di questo particolare.
Welby rifiutava la cura che lo teneva in vita quando non c'era nulla da fare: il respiratore. Non so se vi ricordate della vecchina che ha rifiutato l'amputazione della gamba che le avrebbe salvato la vita ed è morta a casa sua, tranquilla, di setticemia. Non era una malata terminale, se avessero amputato la gamba avrebe vissuto altri anni felice, eppure alla fine hanno rispettato la sua volontà, quella del rifiuto delle cure.
PUOI rifiutare d'essere curato. Se no, i testimoni di Geova non potrebbero rifiutare le trasfusioni e gli Hare Krishna sarebbero costretti a dare gli antibiotici ai figli. Se ti danno un antibiotico e non lo vuoi prendere puoi non prenderlo.
Ovviamente un respiratore e un antibiotico sembrano diversi, m non è così. Chi non prende un antibiotico perchè è contro i farmaci si tiene una polmonite che potrbbe esere mortale. Ma dato che queste persone non sono immobilizzate a un letto incapaci di difendersi e di far valere le loro opinioni andandosene dall'ospedale o comunque rifiutando attivamente la terapia, sono ascoltate.
Io sono assolutamente contro i cretini che non vogliono prender medicine se possono guarire. Uno che rifiuta l'antibiotico che lo riporterebbe alla completa salutre è solo un imbecille. Ma una persona che rifiuta una cura che lo tiene in vita quando per natura sarebe già morto da un secolo, bisogna rispettare la sua volontà. Tanto più se si rispetta quella di coloro che si suicidano per non prendere farmaci praticamente innocui.
La libertà di scelta deve essere sempre garantita, se si è d'accordo o no: se tu non trasfondi i figli, non sono d'accordo e ti poso anche dare del cretino, ma puoi scegliere e non posso impedirtelo. E' facile invece fare i paladini della vita con qualcuno che è inchiodato a un letto.
Il medico ha staccato la spina in virtù del fatto che Welby aveva la facoltà di rifiutare il trattamento. Ora rischia il processo. Io lo rispetto veramente. E' una scelta professionale difficilissima.
in riflessioni dal cielo
sabato, 29 luglio 2006
Sembra una domanda intelligente. Perchè i farmaci che non vano venduti con ricetta non si vendono al supermercato come già succede in America (a parte il fatto che una risposta buona già potrebbe essere: guarda il sistema sanitario americano. Già il fatto che usino loro questa soluzione è un buon motivo per non imitarli). Lan mi ha chiesto perchè sono d'accordo con i farmacisti ed è questo il motivo essenziale: che i farmaci vanno venduti in farmacia.
Obiezione bona et iusta: ma quei farmaci non hanno bisogno della ricetta, non sono pericolosi. bene, non è del tutto vero.
I medicinali non sono caramelle. Anche le tisane hanno effetti collaterali (per questo chi le prende DEVE dirlo al suo medico: interagiscono con i farmaci, naturale non è sinonimo di innocuo! E' un classico che durante la prima lezione ci si insegni la storia del termine "farmaco", la trovate di certo online... E' illuminante), e così pure i farmaci che vorrebbero vendere al supermercato.
Se uno entra in farmacia e compra 50 scatole di aulin, sucralfin e tachipirina il farmacista può per lo meno chiedere che problema c'è. E' una persona competente che consiglia. Può anche dare il farmaco galenico, cioè quello uguale che costa meno. Se il paziente vuole far scorta di vitamine a vita, può spiegare che se prendi troppe vitamine rischi di ammalarti come quando ne prendi troppo poche. Il farmacista dietro il bancone tamponerebbe la cosa, certo, per fortuna non siamo così cretini come gli americani, ma la farmacia è un ambiente molto più "protetto" del supermercato, si dà una DIGNITA' ad un preparato chimico come il farmaco ed a un professionista come i farmacista. Un conto è il prosciutto, un conto sono sostanze che possono comunque essere pericolose e che vendute in questo modo verrebbero nella psicologia della gente deprivate della loro pericolosità.
Insomma, si rischia meno. Non tutti sono così intelligenti da seguire sempre le prescrizioni mediche, anzi, solitamente la gente pensa che il proprio medico sia un idiota e che loro invece abbiano asolutamente ragione, come se la laurea la regalassero con le patatine. Ammettetelo: persino voi comprate cose innocue come le vitamine senza dirlo al medico pensando che vi facciano bene e via. La gente fa così. Anche io, e resto. Un minimo di controllo ci vuole anche se non c'è bisogno della ricetta.
Le case farmaceutiche, come i produttori di tisane, si arrcchiscono facendo diecimila farmaci uguali e pubblicizzandoli (i produttori delle tisane dicono che è "naturale". bene il principio attivo è quello, solo che è diluito, a volte non abbastanza da non fare interazione ma abbastanza diluito, solitamente, da non fare nulla e lasciare l'illusione di star facendo qualcosa quando a lavorare sono i tuoi anticorpi. E poi, anche la cicuta è naturale, grazie tante!).
Esempio? L'ultima pubblicità he ho visto su un coso contro i dolori mesturali. Stesso principio attivo del Moment e se non sbaglio anche della cibalgina. Una persona anche lievemente ipocondriaca o molto sensibile al dolore, senza saperne nulla, al supermercato va e compra. E anche se ci fosse lì un farmacista in reparto, cosa che perlomeno tamponerebbe lo shopping selvaggio, mancherebbe la possibilità di propore il galenico.
Quindi vendere ai supermercati chi arricchisce? Le case farmaceutiche che fanno leva sull'automedicazione e sui genitori/pazienti ipocondriaci. Chi danneggia? Il paziente che prende l'aspirina per un nonnulla.
Anche io sono di parte, per carità,( faccio medicina, sono convinta che un farmacista che si fa un mazzo tarallo per studiare l'argomento abbia il diritto di aver riconosciuta la sua capacità pienamente), però se studi i farmaci poi non è che ti vien voglia di venderli nei supermarket...
CieloAmaranto, come il cielo al tramonto quando le nuvole si tingono di una intensa tinta rosso sangue ed il sole diventa enorme ed infuocato. Un cielo vivo, intenso e libero.
Un Bardo Errante, che viaggia per le Terre del Sogno e porta indietro Storie.
Un Ingegno Smisurato Per Il Mago E' Dono Grato
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"And ye shall know the truth and the truth shall make you mad."
-Aldous Huxley
(Non ho potuto resistere...)
I miei Sogni. Diventare ciò che Voglio Essere. Gli Amici Veri. Il mio Unico Amore. La Musica. Scrivere. L'Arte In Tutte Le Sue Forme. L'Antichità. I Celti. Disegnare. I Vampiri, Da Tempo Immemorabile. Giocare di Ruolo(Il Vecchio World of Darkness, Dragonlance)e Ovviamente Narrare Ovvero Masterizzare. Il Cinema. Il Medioevo. Recitare. Il Teatro. Le Leggende. Le Favole. La Mitologia. Il Gotico. L'Antropologia. Viaggiare. Praga. La Frenesia Del Vagabondo. La Fantasia.
Chi mi Giudica per Come mi Vesto. Chi Pensa che io Sia una Deviata Adoratrice del Demonio solo perchè Ascolto Metal e Gioco di Ruolo. Chi Commenta i miei Capelli. i Razzisti. gli Ipocriti. le Masse. Chi Crede a Tutto Quello che Dicono i Telegiornali. Lucignolo. Chi Giudica Senza Prima Essersi Informato. Chi Non Ammette I Propri Errori. Chi dà Consigli Scontati. le Frasi Fatte. i Falsi Amici. Le Persone Non Trovando dei Valori in cui Credono Davvero si Uniformano ai Valori che gli Vengono Inculcati Senza Pensare Se Siano Giusti. i Dogmi .
Manga. Clamp. Berserk. Horror. Rinnovata Passione Per Poe E Lovecraft. Anne Rice. Stephen King. Tragedie Greche. Antigone. Commedie Greche. Le Rane. Le Nuvole. Commedie Latine. La Casa Del Fantasma. Fantasy Di Ogni Tipo. Tolkien. La Saga Di Dragonlance. S. Luk'janenko e le sue Guardie. La Serie della Torre Nera.
La Serie dell'Inquisitore Eymerich. Neil Gaiman. Romanzi Storici. Umberto Eco. La Famiglia. Memoriale Del Convento. Favole. Andersen. Calvino. Edipo. I Cosiddetti Classici. Poesie. William Blake. Leopardi. Dante. Racconti Originali. Molto altro ancora...
Blind Guardian. Nightwish. Korn. Lacuna Coil. Slipknot. System Of A Down. Diary Of Dreams. Within Temptation. Time Machine. Cradle Of Filth. Angra. Metallica. Haggard. Rhapsody. Lacrimosa. Depeche Mode. Kent. The 69 Eyes. Theatre Of Tragedy. After Forever. Musica Celtica. Loreena McKennitt. Molto altro ancora...
Riuscire a Laurearmi. Tornare in Irlanda. Fare un Lungo Giro della Nostra Italia. Andare a Vivere Con il Mio Amore. Pubblicare il Romanzo che sto Scrivendo con Lui. Ritrovare cose Vecchie Mantenendo quelle Nuove. Essere Più Tollerante. Vedere un altro Concerto dei Blind Guardian. Terminare il Sito di La Torre Di Vetro con LanAwnShee. Non Piangere Più. Andare Sull'Isola Che Non C'è. Non Smettere Mai di Credere Nelle Fate. Non Diventare Mai Noiosa.
Il Sonno Della Ragione...
Ovvero:
La mia Isola che Non c'E'.
Il Mio Paese Delle Meraviglie,
Il Mio Regno di Oz,
I miei Reami Dimenticati,
La Mia Terra di Mezzo,
Sotto Un Cielo Amaranto.
Un Patetico Tentativo Di Sgarbugliare i Fili Della Mia Esistenza...
Un Egocentrico Omaggio Alla Mia Mente Contorta.
Bisogno di rinnovo, ritorno alle tre colonne.
Dedicato alla splendida canzone degli Haggard.
Considerato che ultimamente il mio blog è preso d'assalto da commenti inutili ho deciso di mettere tre semplici regoline.
1-Niente pubblicità o propaganda politica. L'unica pubblicità ad altri blog che voglio ce la metto da sola, idem per l'eventuale propaganda.
2-I commenti devono essere inerenti all'argomento del post.
3- I commenti devono essere scitti in italiano decente. Niente "x", "k" ed affini, non stiamo giocando ai piccoli crittografi.
Patti chiari, amicizia lunga.
oggi
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